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“Pretesi diritti sessuali” su cui il movimento LGBT non ha posizioni univoche e che il Pd non dovrebbe fare propri. O almeno, questa è la richiesta contenuta in una lettera che la presidente di ArciLesbica Cristina Gramolini ha inviato al partito di Renzi. Quali sono questi “falsi diritti”, come li definisce Gramolini? Sono tre: la gestazione per altri (contro cui l’associazione si è nettamente schierata da tempo, in qualsiasi forma avvenga), l’assistenza sessuale ai disabili e quella che viene definita “medicalizzazione dei minori con comportamento non conforme alle aspettative di genere”.

Unica rivendicazione, l’adozione

Una lettera in cui l’associazione punta essenzialmente a sottolineare la distinzione con il resto del movimento lgbt su questi temi e che contiene una sola rivendicazione per la prossima legislatura: “la possibilità di accedere all’istituto dell’adozione” che, si legge nella missiva, “è unanimemente richiesta dal movimento lgbt+”. Nessun accenno al matrimonio egualitario o ad una legge contro l’omofobia e la transfobia, solo per fare due esempi.

“Provvedimenti dissuasivi” contro la gpa

Gramolini ribadisce il no netto alla gestazione per altri (curiosamente non definita “utero in affitto” come ha sempre fatto l’associazione nei suoi scritti). Le ragioni, la presidente, le sintetizza “nel principio di indisponibilità della gravidanza e della nascita rispetto al mercato, cioè con un netto no alla reificazione dell’essere umano e alla medicalizzazione tossica del corpo femminile fecondo”. Citando le coppie che fanno ricorso alla gpa all’estero, Gramolini spiega che “noi ci auguriamo che provvedimenti dissuasivi vengano presi contro tale condotta”. Più volte l’associazione si è detta favorevole ad una messa al bando globale della pratica, auspicando l’istituzione di un reato universale. Non è fuori luogo, quindi, pensare che sia questa la richiesta che Gramolini rivolge al Pd.

Contro l’assistenza sessuale ai disabili

La novità, almeno nella comunicazione pubblica, è la contrarietà all’assistenza sessuale per le persone disabili. Per ArciLesbica “le persone con disabilità (sono) utilizzate in chiave pseudo-solidaristica allo scopo di aprire una nuova fetta di mercato e, sul medio termine, allo scopo di istituzionalizzare la prostituzione in favore di uomini presentati come bisognosi”.

E le donne disabili?

Nessun accenno alle donne disabili che pure esistono e per le quali i progetti di assistenza sessuale già in sperimentazione (come a Bologna) sono destinatarie degli stessi servizi previsti per gli uomini. Se, come pare sia stato detto durante l’ultimo congresso di ArciLesbica, l’assistenza sessuale è assimilabile alla “prostituzione”, non lo è forse che ad usufruirne siano sia gli uomini che le donne?
Secondo l’associazione, poi “le persone con disabilità hanno diritto al lavoro e a un’esistenza sociale, all’interno della quale l’amore può accadere”. Il sesso e il desiderio, quindi, sono collegati inesorabilmente all’innamoramento al di fuori del quale, almeno per le persone disabili, non possono essere soddisfatti.

I bambini e le bambine trans

Infine, l’attacco al disegno di legge presentato dai senatori dem Sergio Lo Giudice e Monica Cirinnà che prevede la possibilità per i minori transessuali di interrompere, con l’ausilio di ormoni bloccanti, la formazione dei caratteri sessuali secondari (come ad esempio il seno). Sul ddl (mai discusso in parlamento) Gramolini si dice “sgomenta”.

Un appello ai soli uomini

“Ci auguriamo quindi – conclude la lettera – che il Partito Democratico non faccia proprie le prospettive della gpa, dell’assistenza sessuale alle persone con disabilità, della medicalizzazione dei minori dal comportamento non conforme alle aspettative di genere”.
Non ultimo, la lettera inizia con un “Gentilissimi del Pd”, al maschile. Strano che un’associazione che si definisce femminista si rivolga alla politica vedendo solo il suo aspetto maschile e non anche quello femminile.

Gaypost.it ha avuto il testo integrale della lettera da una fonte ritenuta affidabile. Ad ora, non risulta pubblicata in nessuno dei canali ufficiali dell’associazione.

Aggiornamento del 13 gennaio: Qualche ora dopo la pubblicazione di questo articolo, ArciLesbica Nazionale ha pubblicato il testo integrale della lettera sulla sua pagina Facebook. Potete leggerlo cliccando qui.

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