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Troppo spesso razzismo e odio razziale sono protagonisti sugli spalti del calcio nostrano e per trovare segnali di cambiamento ed inclusione e necessario volgere lo sguardo fuori dagli stadi. Un esempio, per quanto simbolico, si trova nel nuovo album Panini dove quest’anno fra le figurine di calciatori fa il suo debutto la nazionale femminile. Per la precisione, in rappresentanza del mondo calcistico femminile italiano, saranno presenti le immagini delle 12 squadre della Serie A e 15 figurine dedicate alla Nazionale. “Mai era stato dato così tanto spazio [al calcio femminile]”, ha confermato Antonio Allegra, direttore Mercato Italia Panini. Un debutto quasi d’obbligo dato che, a giugno di quest’anno, la Nazionale femminile sarà in Francia per la Coppa del Mondo dove mancava dal 1999.

Secondo la capitana della squadra Sara Gama (classe ’89), la percezione culturale su questo tema sta cambiando: “Prima i genitori facevano di tutto per ostacolare una bambina che voleva fare calcio. Proprio perché l’idea era quella di un ambiente deviato -ha dichiarato in un’intervista pubblicata a dicembre sulla Gazzetta dello Sport-. Ora con l’ingresso di Juve, Inter, Milan e altri club importanti non è più così“. Ma i pregiudizi non sono spariti, soprattutto per quanto riguarda la sessualità…
Ed è assurdo -ha confermato Gama-: nel mondo esiste una fetta di popolazione che è gay o lesbica. Numeri che statisticamente si riflettono pure in uno spogliatoio, non importa se maschile o femminile. Chi pensa il contrario non vuole vedere la realtà“. E quando il giornalista le fa notare che per un calciatore “è impossibile dichiararsi omosessuale, mentre per le donne questo è più accettato”, la calciatrice non ha dubbi: “Fa parte di una cultura maschilista, da cambiare“.
Forse, anche le figurine -destinate a giovani e giovanissimi- possono fare la loro parte in questo percorso.

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