Lo strano caso della premier finlandese a cui non è permesso ballare

Una festa privata che è diventata un caso internazionale: Sanna Marin, la premier finlandese, è di recente finita sulle cronache mondiali per aver ballato a casa di amici. Durante un momento ascrivibile alla sua vita privata, stimolando curiosità e scandalo. Sia sulla stampa estera, sia in quella italiana. Da giorni la prima ministra è anche in trend topic su Twitter e l’opinione pubblica è divisa tra chi l’attacca e chi la difende. Ma vediamo più nel dettaglio cosa è successo.

Il video alla festa privata a casa di amici

A inizio agosto Sanna Marin ha partecipato a una festa privata. Lì ha ballato con alcuni amici ed è finita in un video. Video poi pubblicato on line. «Marin, sulle note di popolari artisti rap come Petri Nygård e Antti Tuisku, balla in compagnia di volti noti del jet set finlandese» riporta l’Ansa qui in Italia. La polemica si nutre anche del fatto che, a quanto parrebbe, durante quella festa si sia usata una frase, di tipo gergale, che alluderebbe all’uso di cocaina.  «Ho ballato, cantato e fatto festa: cose perfettamente legali. E non mi sono mai trovata in una situazione in cui ho visto o saputo di altri che facevano uso di droghe» ha dichiarato la premier, sempre secondo quanto riferito dall’Ansa.

L’ombra degli hacker russi

Sanna Marin, la premier finlandese al centro delle polemiche

Quindi è spuntato un secondo filmato. «In Finlandia è emerso un nuovo video che ritrae la premier Sanna Marin in atteggiamenti intimi con un uomo “sconosciuto” mentre balla nel prive di un club di Helsinki. L’episodio dovrebbe risalire al 6 agosto, nel corso dello stesso fine settimana in cui è avvenuto il party privato al centro del primo video» possiamo leggera ancora. Secondo le fonti giornalistiche, dietro la pubblicazione di questi momenti privati ci sarebbero gli hacker russi. E se questa versione dovesse essere confermata, si pone un problema concreto di sicurezza nazionale. Al netto di ciò, stupisce però la qualità della narrazione su questa vicenda.

Il doppio canone tra maschile e femminile

La lettura che emerge è quella di un diffuso scandalo. Per il fatto che una donna molto giovane, seppur premier del suo paese, possa avere una vita privata. E che, nella sua intimità, si lasci andare ad atteggiamenti reputati “sconvenienti” o moralmente deprecabili. «Il doppio canone maschio/femmina rimane la regola e bisognerà ancora aspettare perché a una premier donna sia concesso quel che è normale per un premier uomo: avere una vita, avere dei gusti corrispondenti alla propria età anagrafica e non necessariamente standardizzati secondo il solo modello femminile che non suscita commenti velenosi, un’immaginaria donna angelicata, asessuata e abbottonata, a metà tra la Regina Elisabetta e Madre Teresa di Calcutta» scrive Flavia Perina, riportata da Wired.

Il surreale dibattito su Sanna Marin

Matteo Salvini ai tempi del Papeete, nel 2019

Proprio Wired fa notare che siamo di fronte a «un surreale dibattito sia in patria che all’estero» per i video pubblicati. «Siamo alla follia totale» commenta la testata, «c’è un pregiudizio di genere e uno di generazione». Parrebbe che una donna giovane, in virtù del suo ruolo, debba mostrare una moralità che non viene invece richiesta ai suoi omologhi di sesso maschile. Per cui la “deviazione” dalla norma istituzionale ha una lettura completamente diversa. L’uomo politico che “trasgredisce” attira curiosità e simpatie. Per una donna che occupa ruoli apicali il sentimento è invece opposto: scandalo, biasimo, allusioni. Al punto tale che la premier finlandese si è sottoposta a un test antidroga, per mettere a tacere le voci sull’uso di sostanze stupefacenti.

Quando i politici (maschi) vanno a ballare…

Eppure non mancano i casi di politici (maschi) che si solo lasciati andare a momenti di “frivolezza”. Ricordiamo l’ex ministro socialista Gianni De Michelis a divertirsi in discoteca, ai tempi della prima repubblica. La cosa destò certo curiosità – erano altri tempi e l’immaginario attorno alle figure politiche era più istituzionale – ma non si ricorda la potenza di fuoco che oggi si abbatte su Sanna Marin. Ancora, ricordiamo un giovanissimo principe Harry che beveva alcol. E se la cosa non andò a genio alla famiglia reale, essa fu liquidata dall’opinione pubblica come un momento che, durante l’adolescenza, può accadere. Per non parlare di Matteo Salvini al Papeete, che invece divenne figura del leader che sa stare tra le masse, che sa vivere e sa godersi la vita. Peccato però che, tra un mojito e una hit in consolle, il segretario leghista regalò subito dopo, al nostro paese, una crisi di governo. Eppure, fin lì, tutto normale.

I titoli dei giornali italiani

Il titolo del Corriere sulla vicenda delle premier finlandese

Certo, quando hai un ruolo politico bisogna prendere in considerazione il fatto che si possa essere facilmente attaccabili. Quanto meno dalle opposizioni al tuo governo, che faranno di una serata come un’altra un pretesto per sottolineare la tua inadeguatezza alla guida del paese. Ma se questo rientra nel gioco delle parti, nell’agone tra forze che lottano per il governo del paese, si capiscono meno titoli ad effetto e scandali diffusi. “La premier finlandese balla con un uomo” si legge sul Corriere della sera, come se la cosa fosse assurda come danzare con il proprio portaombrelli. E Il Messaggero riporta: “Ballo intimo in un privé”, facendo poi notare che la premier finlandese ha fatto il test antidroga. E ancora Il Tempo parla, addirittura, di “nuovo video choc nel privé della discoteca”. Una donna che balla, un trauma senza precedenti. O tempora, o mores!

Sanna Marin e il diritto alla leggerezza

Titoli e articoli che parrebbero solleticare uno sguardo voyeuristico dell’ipotetico lettore – il maschile è voluto – e che sembrano tradire una lettura viziata dal pregiudizio, citando ancora Wired, rispetto a cosa può o non può fare una donna, per di più giovane, che ricopre ruoli istituzionali. Come se essere premier o ministra mandasse in soffitta la legittima esigenza di avere anche una vita privata. O la necessità di toccare quella leggerezza, che per chi scrive è un elemento di positiva umanità (da non confondere con la superficialità), che ci fa restare umani. Con i piedi per terra. Dimensione che chi fa politica non dovrebbe mai perdere.

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