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Doveva essere il pride month siciliano, il settembre in arrivo, con gli appuntamenti di Catania, Siracusa e Palermo. Ma ciò che si addensa all’orizzonte è il rischio di una quarta ondata di covid-19 che rischia di far saltare cortei e manifestazioni, nelle grandi città dell’isola che si stanno preparando a celebrare le marce dell’orgoglio. La Sicilia è in zona gialla da lunedì 30 agosto e già questo ha portato le associazioni organizzatrici del Catania Pride a rinunciare alla tradizionale parata nel centro cittadino e a pensare a un piano B. La paura, tuttavia, è che possa saltare tutto. E per il secondo anno di fila.

Il piano B del pride di Catania

Per ovviare al pericolo, il pride di Catania – che comincia giorno 1 settembre con alcune iniziative culturali e che dovrebbe culminare il 4 settembre con il corteo – potrebbe essere spostato sul lungomare, dove «si terrebbe dunque con formula ben distanziata secondo le normative previste e con tanto di mascherina anti-contagio» riporta Repubblica.it. «Ma sulla limitazione del numero di partecipanti che potrebbe essere imposta dalla Digos o sui controlli a proposito di Green Pass, il comitato organizzatore non dà garanzie: “Non siamo forze dell’ordine – dicono – e il Pride non è uno “spettacolo” ma una manifestazione politica che si esprime in maniera gioiosa e colorata. Stiamo già facendo il nostro massimo evitando assembramenti sconsiderati visto che saremo distribuiti in due chilometri e mezzo di strada rispettando tutte le cautele».

La richiesta alle autorità per non snaturare la natura del pride

Il pride di Palermo, nel 2017

Le realtà organizzatrici del pride etneo hanno fatto pubblica richiesta alla prefettura e al sindaco, affinché si possa «consentire lo svolgimento del Pride con le modalità che gli sono proprie». Ancora, chiedono «di non emettere prescrizioni che ne mortificherebbero la natura e ne impedirebbero, nei fatti, lo svolgimento».

Nel frattempo, sulla pagina del Catania Pride è comparso un comunicato: «Sabato 4 Settembre il Catania Pride si terrà al lungomare di Catania, alle ore 17 con interventi in Piazza Nettuno. Tutto il Lungomare sarà pedonalizzato per l’occasione, si prega di rispettare il distanziamento e di indossare le mascherine. Ci scusiamo per l’improvviso cambio di location: abbiamo lavorato affinché il Pride si tenesse nel luogo più idoneo, tanto all’espressione della nostra libertà di manifestare quanto al rispetto delle norme di sicurezza relative all’emergenza sanitaria».

Le altre città in bilico

Ma il pericolo che vada tutto a monte è lì e segue la curva pandemica. Per altro, non sarebbe l’unico pride a rischio vista la situazione dell’isola. Anche Siracusa e Palermo hanno in previsione i loro eventi di piazza, rispettivamente il 12 e il 18 settembre. Le pagine ufficiali dei due eventi, infatti, non riportano ancora alcuna iniziativa. Non certo per disorganizzazione o per imperizia. I rispettivi comitati si sono già mossi, nei mesi precedenti, per organizzare appuntamenti e per la tradizionale marcia dell’orgoglio, che è già stata convocata e prevista nei due capoluoghi. Proprio il comitato di Palermo incontrerà a stretto giro l’assessore alla Cultura, Mario Zito, per cercare di capire se in luogo del corteo canonico si potrà organizzare una piazza stanziale. Qualcosa sicuramente si farà. L’attesa, in queste ore, si fa dunque febbrile. Nella speranza che quelle nere nubi che si vedono all’orizzonte portino l’arcobaleno nell’isola. Come sempre avviene dopo la pioggia.

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