Polis Aperta, eletto presidente l’attivista transgender Alessio Avellino

«Sono un agente di Polizia di Stato trans* FtM e ancora oggi non è una cosa scontata», sono queste le parole di Alessio Avellino, dopo la sua elezione a presidente di Polis Aperta, l’associazione Lgbtqi+ di appartenenti alle forze di polizia e forze armate. L’assemblea annuale per il rinnovo delle cariche si è svolta lo scorso 11 dicembre. E ha visto un nuovo consiglio direttivo che ha proclamato la presidenza di Avellino, giovane agente appartenete alla Polizia di Stato. Il neoeletto ha ventisei anni, è di Napoli ed è dottorando in Scienze sociali e statistiche per studi di genere alla Federico II. È tra i primi transessuali a far parte della Polizia di Stato.

Un supporto emotivo dentro e fuori le forze dell’ordine

«L’intenzione» è stato il commento del neopresidente «è quella di portare Polis Aperta ad essere un supporto emotivo e non, sempre più concreto per altrə colleghə, favorendo la conoscenza delle identità non conforming e degli orientamenti non eterosessuali sia all’interno dei corpi di polizia che all’esterno». Consapevole delle difficoltà e dei pregiudizi, dentro e fuori le forze dell’ordine, ha detto ancora: «L’immaginario collettivo che vede un appartenente delle forze di polizia contrapposto alla coscienza sociale che sviluppa una persona LGBT+ autodeterminandosi deve essere trasformato: la rivoluzione passa anche dalle divise che non si uniformano e dalle uniformi che non si dividono».

Alessio Avellino, il neopresidente di Polis Aperta

E, come dichiarato in sede di assemblea per elezione del nuovo direttivo: «Siamo socialmente maturi per iniziare un percorso di consapevolezza che passa soprattutto attraverso il linguaggio e le sue forme, sono le parole a creare e trasformare l’immaginario, una narrazione positiva delle persone in divisa è possibile e necessaria attraverso l’idea internazionale della lotta LGBT+».

Cos’è Polis Aperta

Polis Aperta è un’associazione culturale Onlus nata nel 2005. Nasce per volontà di persone omosessuali in divisa. Le quali, seguendo l’esempio europeo all’interno dei corpi di polizia di vari paesi europei, hanno voluto dar vita ad una associazione fino ad allora impensabile, un organismo che riunisse il popolo Lgbtiqi+ in divisa e che grazie alla visibilità del proprio direttivo e di alcuni membri infrangesse il tabù dell’omosessualità all’interno delle forze di armate e forze di polizia.

Il nuovo direttivo

Nel comunicato si legge ancora che, a fare il loro ingresso nel direttivo, ci sono Roberto Cirillo, in forza alla polizia locale Roma Capitale, vicepresidente con delega ai rapporti con i social media. Simonetta Moro psicologa, appartenete alla Polizia Locale di Bologna con delega alla formazione. All’interno del direttivo sono inoltre stati confermati Gianluigi Tombolato, Polizia stradale, tesoriere e presidente uscente. Michela Pascali Silp-Cgil con delega ai rapporti istituzionali. Raffaele Brusca, Polizia di Stato, coordinamento Pride. Daisy Melli, Polizia Locale di Reggio Emilia con delega ai rapporti con la stampa. 

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