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Ennesimo episodio di omofobia estiva: un copione che si ripete sempre uguale a se stesso. È successo a Marzamemi, celebre località della Sicilia sud orientale in provincia di Siracusa, nota per le sue spiagge e anche per una vivace vita culturale e di intrattenimento anche in chiave Lgbt+. Tre turisti, andati a cenare in un noto ristorante del luogo, hanno protestato – con toni garbati, come si apprende – per non aver apprezzato il servizio e il cibo del locale. Ma il proprietario non l’ha presa benissimo e ha cacciato via i tre ragazzi con frasi omofobiche.

L’episodio di omofobia al ristorante

La presidente di Arcigay Siracusa, Lucia Scala, ha denunciato il fatto: «Uno dei tre giovani in maniera educata ed in disparte avrebbe manifestato il suo pensiero al proprietario palesando la propria delusione» riporta il Corriere.it. «Il proprietario per tutta risposta avrebbe insultato i commensali pretendendo l’immediato pagamento e l’abbandono del locale da parte dei ragazzi». Leggiamo, ancora: L’attacco per il loro orientamento sessuale ha lasciato di stucco i tre turisti, che amareggiati e delusi hanno lasciato il locale. Insulti intrisi di omofobia».

L’attacco su Tripadvisor

«È inaccettabile che un noto ristorante si possa permettere il lusso di insultare per il proprio orientamento sessuale dei clienti che non hanno gradito né la cena né il servizio ricevuto e che il concetto “omofobo” venga ripetuto con ironia anche a seguito di una recensione negativa». I tre ragazzi, infatti, avrebbero espresso la loro delusione anche su Tripadvisor. Il proprietario del locale, ironizzando sul cognome di uno dei tre – sempre con battute e allusioni sessuali – li avrebbe attaccati anche lì. «Vi è bisogno più che mai di una legge in merito, che tuteli i diritti della comunità Lgbt», dichiara ancora Scala.

La necessità di una legge contro l’omofobia

«Quanto accaduto a dei turisti accompagnati da una guida locale» dichiara a sua volta Alessandro Bottaro, il presidente dell’associazione Stonewall Glbt di Siracusa «è da condannare senza se e senza ma, dalla maleducazione alle manifestazioni di omo-transfobia il passo è breve». Per Bottaro «la bellezza salverà il mondo, ma forse come cittadini, attivisti e società civile dobbiamo, in maniera unanime, chiedere una legge seria contro i crimini di odio nei confronti delle persone Lgbt+, e tanti percorsi culturali per una società più inclusiva ed equa». L’attivista invita, inoltre, a boicottare gli esercizi commerciali in cui avvengono episodi simili.

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