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AGGIORNAMENTO DELLE 16.11

Annullata la conferenza stampa prevista per le 18. Lo comunica l’ufficio stampa del Pd alla Camera. “La discussione generale sulla proposta di legge contro l’omotransfobia e la misoginia si potrae in commissione; ci sono molti iscritti a parlare, quindi il testo base sarà adottato al termine di questi interventi – riporta l’Adnkronos -. Conseguentemente la conferenza stampa fissata per oggi pomeriggio alle 18 è annullata. Vi comunicheremo appena possibile nuova data”.
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Dopo almeno due rinvii, è atteso per oggi l’arrivo del progetto di legge dell’onorevole Zan contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.
Il testo dovrebbe essere depositato oggi in Commissione Giustizia della Camera. Poi seguirà una discussione generale e la Commissione deciderà se adottarlo o no. A quel punto scatterà la fase in cui i componenti della Commissione possono presentare emendamenti, prima che il testo arrivi all’aula di Montecitorio.

La Lega inizia l’ostruzionismo

Ma ci potrebbe essere un nuovo ritardo. A quanto si apprende, infatti, le destre e soprattutto i deputati della Lega stanno approfittando del fatto che il regolamento non prevede limiti di tempo per questo tipo di discussione. Lunghi interventi stanno ritardando il deposito della legge. Per altro, sempre da regolamento, possono iscriversi a parlare anche deputati che non fanno parte della Commissione.
Mentre scriviamo, la seduta della Commissione è stata sospesa per dare spazio a quella della Camera. Non si sa quando riprenderanno i lavoro e, quindi, se entro oggi si potrà almeno depositare il progetto di legge.

Il testo

La proposta firmata da Zan era trapelata qualche settimana fa sulle pagine dell’Espresso. Ma da allora potrebbe avere subito qualche altra modifica. Non è quindi scontato che il testo che sarà depositato oggi sia esattamente lo stesso.
La comunità lgbt+ attende una legge contro l’odio verso se stessa da quasi 25 anni. In questo arco di tempo sono stati fatti diversi tentativi di introdurre identità di genere e orientamento sessuale tra le categorie da tutelare, come l’etnia, il credo religioso e la nazionalità. Tutti sono naufragati. C’è, quindi, molta attesa per questo nuovo tentativo.

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