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L’impossibilità di inserire la reale composizione delle proprie famiglie all’atto dell’iscrizione presso asili nido e scuole comunali dell’infanzia. Ed essere costretti a mentire per farlo. La denuncia arriva da Famiglie Arcobaleno, che in comunicato chiarisce: «Il sistema informatico di Roma Capitale non dà infatti la possibilità di inserire i nomi di entrambi i genitori nel caso si tratti di due madri o di due padri. Neanche nel caso di genitori già legalmente riconosciuti da sentenze di stepchild adoption (adozione del figlio/a del partner) o atti del tribunale dei minori».

Costretti a mentire, nel modulo

La nota, firmata dal presidente Gianfranco Goretti e da Alessia Crocini, referente Lazio per Famiglie Arcobaleno, riporta ancora: «Nonostante le ripetute sollecitazioni ad adeguare i sistemi informatici per renderli più inclusivi delle diverse tipologie di famiglie presenti nella Capitale, il Comune di Roma, attraverso i suoi uffici competenti, ha di fatto invitato i genitori a dichiarare il falso, inserendo all’atto dell’iscrizione l’altro genitore come “affidatario”, o come “padre” nel caso di due madri».

L’alibi dei sistemi informatici

«Il Comune di Roma invece di andare incontro ai problemi della cittadinanza per tentare di risolverli» dichiara Goretti «continua a nascondersi dietro l’alibi dei sistemi informatici, e invita i cittadini a mentire, solo per continuare a discriminare i bambini e le bambine con due mamme o due papà. Ci auguriamo che si intervenga al più presto per risolvere la situazione». Famiglie Arcobaleno, nell’attesa della risposta, coglie anche «l’occasione per chiedere per l’ennesima volta alla Sindaca Raggi di riceverci, visto che da 5 anni ci nega questo onore».

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