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Si esprime anche la Commissione Affari costituzionali della Camera sulla legge Zan. Infatti, nella stesura del parere sul disegno di legge contro l’omo-transfobia e contro la misoginia, si è chiesto alla commissione Giustizia di modificare il testo. Nello specifico, in due punti: la cosiddetta clausola salva-idee, voluta da Forza Italia – e dalla comunità Lgbt+ mal digerita – in primo luogo. Quindi la commissione chiede una migliore definizione delle “condotte discriminatorie” perseguite dalla legge. Le altre commissioni, ricordiamolo, possono dare pareri consultivi sui ddl in discussione.

Cosa accadrà dopo il parere della commissione Affari Costituzionali?

Nonostante le molte critiche, il parere di alcuni tecnici rimaneva comunque positivo riguardo l’impianto generale della legge, perché l’emendamento Costa era sì un accordo, ma non una mediazione al ribasso e non creava alcuna zona franca per gli omofobi. L’emendamento, invece, ribadirebbe «semplicemente un principio pacifico. E cioè che la legge contro misoginia e omolesbobitransfobia non intende colpire la libertà di espressione. Una precisazione non necessaria dal punto di vista giuridico […] ma utile a rendere compatto un quadro politico evidentemente fragile». Vedremo cosa accadrà, adesso, dopo questo ulteriore passaggio.

 

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