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Una strada intitolata a don Benzi, alla periferia di Catania nella zona industriale. L’idea nasce per dare un nome a quelle vie che al momento non ce l’hanno. Come riporta il sito MeridioNews, tra i nomi papabili per l’area industriale – dove non esiste onomastica stradale, ma solo una catalogazione numerica – ci sono addirittura i nomi di J.R.R. Tolkien, l’autore de Il Signore degli anelli, e della deputata italiana della prima legislatura Maria Nicotra Fiorini. Ma il prelato era molto poco amato dalla comunità Lgbt+ per le sue dichiarazioni passate. Arcigay Catania si è quindi opposta al tentativo di intitolare una via al sacerdote e ha lanciato una petizione on line intitolata “Via l’odio dalle strade”.

Le ragioni di Arcigay Catania

Armando Caravini e Vera Navarria, presidente e vicepresidente di Arcigay Catania

«Risulta ben chiaro ed evidente come il prelato non soltanto non abbia mai considerato l’omosessualità una “variante naturale del comportamento sessuale umano”, come stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ma addirittura una devianza psichica; un vizio di libido; effemminatezza; convinzione sociale; disfunzione ormonale; promiscuità sessuale» ha dichiarato nei giorni scorsi il presidente di Arcigay Catania, Armando Caravini. «Lo stesso» ricorda ancora, «sarebbe sempre stato un convinto sostenitore delle terapie di ri-orientamento sessuale, meglio conosciute come “terapie riparative”, in grado di “curare” dall’omosessualità».

Le dichiarazioni sulle donne stuprate di don Benzi

A lui fa eco Vera Navarria, vicepresidente dell’associazione e responsabile del Gruppo Donne Marielle Franco: «La misoginia e l’omotransfobia non dovrebbero essere comportamenti socialmente accettati. L’intitolazione di una strada a una figura che purtroppo se n’è macchiata in più occasioni lascerebbe passare un messaggio sbagliato». Il riferimento alla misoginia è giustificato da alcune frasi che don Benzi ebbe a dire sulle donne vittime di violenza sessuale: «Un po’ di colpa, forse molta, l’hanno anche le donne che scoprendosi invitano sempre più il maschio ad approfittare del sesso femminile». E, ha dichiarato ancora Navarria, l’intitolazione di una via sarebbe «uno sfregio alle molte vittime e ai tanti ragazzi che, non reggendo più il peso dell’omofobia, hanno scelto il suicidio».

La petizione on line

La petizione contro don Benzi

Per tale ragione, Arcigay Catania ha organizzato una petizione on line per impedire che don Benzi finisca sullo stradario. «La città di Catania vorrebbe intitolare una via a don Oreste Benzi, prete omofobo e misogino. Opponiamoci!» si legge a chiare lettere su All Out, la piattaforma in cui si è presentata la petizione. Su di essa possiamo leggere alcune delle dichiarazioni del sacerdote: «L’omosessualità può essere corretta e la deviazione psichica che le è propria rimossa» come ebbe a dichiarare al Corriere Romagna, nel 2006. Oppure ancora: «Gli omosessuali acquisiti sono gli effeminati di cui parla la Scrittura e ai quali non è dato di entrare nel regno dei cieli», come scrisse in un libro.

Le adesioni alla petizione

Alla petizione hanno aderito già molti nomi della politica, della cultura e dell’associazionismo. Da Graziella Priulla, ai Sentinelli di Milano e di Catania, dai partiti politici (Volt, Pd, Rifondazione) alle associazioni siciliane (come gli altri circoli Arcigay, Stonewall Siracusa e l’Associazione culturale Dahlia). Tutti e tutte dicono no a quella visione omofoba, misogina e sessista. «Per tutti questi motivi», si legge ancora nel testo della petizione «ti chiediamo di aiutarci a fermare la decisione della Commissione toponomastica di Catania, di intitolare una via della nostra città a don Benzi».

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