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La notizia ha iniziato ad aleggiare nell’aria fin dai primi exit poll di ieri sera. I Conservatori hanno stravinto le elezioni britanniche. Il partito di Boris Johnson ha già superato i 326 seggi necessari per dichiarare vittoria e dovrebbe arrivare ad averne in totale 365: il risultato più alto dai tempi di Margaret Tatcher.
Boris Johnson sarà dunque confermato Primo ministro. Cosa comporterà questa elezione per le persone Lgbt+?

CON JOHNSON TEMPI BUI IN ARRIVO

Dati i numeri è facile ipotizzare che BoJo rimarrà in carica per tutti e cinque gli anni previsti dal mandato. E saranno cinque anni durante i quali per la comunità Lgbt+ e per i suoi diritti non saranno certo rose e fiori.
Nel programma politico dei Conservatori la parola “queer” è menzionata tre volte. Il governo di Johnson continuerà ad «Aiutare gli insegnanti a contrastare il bullismo omofonico», continuerà a perseguire i crimini d’odio e formerà una “conferenza Lgbt+” internazionale.
In una intervista con la rivista inglese PinkNews BoJo ha confermato che i Tories resteranno «Fedeli all’Action Plan Lgbt+ che prevedere la fine delle terapie riparative».
Anche il Gender Recognition Act dovrebbe essere annunciato durante questo nuovo mandato: per ora era stato ritardato proprio dai ministri Tory.

PARLAMENTARI ALLEATI?

Come detto i Conservatori hanno ottenuto una larga maggioranza. Tra gli eletti purtroppo si registrano alcuni esponenti decisamente anti-Lgt+: tipo Sally-Ann Hart eletta a Hastings. La politica di destra è stata eletta nonostante stesse affrontando una investigazione interna del partito dopo essere stata accusata di antisemitismo, islamofobia e transfobia.

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