Comincerà il 3 ottobre il processo contro Giovanni Zardini, presidente del circolo Pink di Verona, denunciato per manifestazione non autorizzata contro le Sentinelle in Piedi. I fatti risalgono al 13 aprile 2014 quando a Piazza Bra, a Verona, le Sentinelle si radunarono per una delle loro veglie, una manifestazione “di omotransfobia silenziosa ma molto violenta” la definisce Zardini, raggiunto al telefono da Gaypost.it.

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Uno dei cartelli esposti dagli attivisti a piazza Bra

In quell’occasione, alcuni attivisti si ritrovarono a contestare la veglia perché “dobbiamo difendere il nostro diritto ad esistere” dice ancora Zardini.



Il presidente di Pink racconta che quel giorno la Digos, presente in piazza, ebbe un “atteggiamento molto intimidatorio”. “Ci intimavano di andare via altrimenti saremmo stati tutti denunciati, avevano il manganello bene in vista – racconta -. Io sono stato identificato perché avevo un megafono dal quale dicevo a tutti che bisognava restare lì. Per questo sono stato ritenuto l’organizzatore”.
Qualche tempo fa, Zardini ha ricevuto un decreto penale di condanna a 2500 euro di multa contro il quale ha fatto ricorso. “Pagare quella multa significava ammettere che queste persone (le Sentinelle, ndr) hanno agibilità politica – spiega l’attivista -. Fare ricorso significa portare in un tribunale la connotazione politica e rivendicativa che la nostra azione ha”.

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Un’immagine della veglia del 13 aprile 2014 a Verona

È stato lo stesso Zardini a rendere pubblica la data di inizio del processo, con un post sul suo profilo Facebook. “La vera questione è che gruppi come le SENTINELLE IN PIEDI possono andare ovunque a manifestare il loro odio contro noi gay lesbiche e trans, mentre noi i “diversi”, non siamo liberi di fare “opposizione” per difendere il nostro diritto all’esistenza, di omo-transfobia si muore ancora – scrive -. Certo loro avevano il permesso di manifestare mentre noi no, ci vuole un permesso per doversi difendere. (…) non intendo subire passivamente questo processo, rivendico il mio orientamento sessuale come centrale nella mia vita e non sono disposto a rimanere in silenzio difronte ai continui attacchi che la nostra comunità GLBT subisce qui a Verona come in tante altre parti del mondo”.

Negli anni, sono state molte le veglie organizzare dalle Sentinelle a Verona, sempre molto partecipate. “Hanno appoggi politici – conclude Zardini -, c’è sempre anche un consigliere comunale che partecipa alle loro veglie”. La prossima è prevista per l’11 settembre 2016.