In Politica&diritti

La notizia è di qualche giorno fa: il Consiglio d’Europa ha bocciato a relazione De Sutter intitolata “Diritti umani e problemi etici legati alla surrogacy”. Destino infelice per un documento che interessava non già la pratica in questione, quanto i diritti dei bambini e delle bambine nati attraverso gestazione per altri: si chiedeva, infatti, di tracciare delle linee guida per proteggere loro, non per facilitare la gestazione per altri. La relazione, invece, è già stata respinta altre due volte – precisamente il 15 marzo e il 21 settembre scorsi – per la cecità ideologica di chi ha votato (contro) il testo. Tra cui, una ben nutrita pattuglia di europarlamentari del nostro paese.

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L’eurodeputata Eleonora Cimbro (Pd)

È su due fattori che vorrei concentrare l’attenzione, riguardo il tema in questione. La Gpa – altrimenti chiamata “maternità surrogata” o “surrogacy” (per gli esterofili) o “utero in affitto” per la caleidoscopica schiera di  fan del fascismo 2.0 (più o meno ignari), di paleofemministe maschiofobiche e di ogni estrema catto-destra possibile – smuove sentimenti viscerali, ai limiti delle coliche del pensiero che poi si traducono in fatti similari: c’è da tutelare il soggetto più debole, l’infante, ma siccome si parla di gestazione per altri allora niente, si chiudono le porte della riflessione, si pone il “no” come unico antidoto. Non sia mai che si possa dibattere su un fenomeno complesso che, ricordiamolo, non passa per lo sfruttamento delle donne e per la compravendita dei neonati. E che se questo avviene, avviene in casi specifici che non riguardano la prassi, men che mai delle persone Lgbt.

Eppure la maggioranza della delegazione italiana presente in aula ha ragionato così: Gpa uguale abominio! E grazie all’intera squadra del M5S (che ha molto da farsi perdonare in materia), alle solite destre e all’immancabile scheggia (impazzita?) del Pd, che canta vittoria proclamandosi determinante per il risultato ottenuto. «Il voto della delegazione italiana è stato decisivo in commissione e in plenaria  dichiara infatti la dem Eleonora Cimbro – per respingere definitivamente sia il rapporto che le raccomandazioni di Petra De Sutter sulla Gpa». In altre parole, la signora è tutta contenta del fatto che chi nasce da maternità assistita non possa avere tutele. “Giù le mani dai bambini”, direbbe qualcuno che però la pensa esattamente come lei.

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Livia Turco, anche lei contro la Gpa

Il secondo aspetto, su cui vorrei aprire una discussione, è la narrazione che le contrapposte tifoserie fanno della vicenda. Non mi pare di aver visto vesti stracciate, dentro il M5S arcobaleno, per l’ennesimo voto omofobo da parte di un partito – quello di Grillo – che a parole si dice gay-friendly ma che poi, in Europa, con i fatti parla un’altra lingua. E per chi è sensibile a uno scontrino mancato, questo tipo di atteggiamento dovrebbe essere irricevibile, visto che non si parla di Iva ma di persone da difendere.

In egual modo, nel composito mondo delle tifoserie renziane e dem più in generale, la bocciatura rappresenterebbe la prova provata del fatto che dei grillini, su questi temi, non ci si può fidare. Peccato che se poi vai a guardare un po’ di cronache europarlamentari e leggi le dichiarazioni di diversi esponenti del Pd, realizzi che anche da quelle parti non stanno messi proprio bene: oltre a Cimbro, che rivendica identità di vedute con i grillini, ricordiamo sempre in ambito europeo le frasi di Fabrizia Giuliani, per cui la Gpa rende «possibile un commercio in cui le donne mettono a disposizione il proprio corpo a ricche coppie occidentali che si possono permettere queste pratiche costose». E qui in Italia, Livia Turco in un momento di evidente poca lucidità dichiara a sua volta: «Sono felice che il Consiglio d’Europa abbia bocciato la regolamentazione della maternità surrogata o ‘utero in affitto’, pratica che considero abominevole che lede la dignità della donna e riduce la relazione madre-figlio, che si costruisce durante la gravidanza, a puro fatto biologico». Ma bisognerebbe citare anche la senatrice Anna Finocchiaro e la sua mozione per la messa al bando della GPA presentata in Senato durante la discussione sulle unioni civili.

Queste posizioni, ricordiamolo sempre, hanno piena cittadinanza dentro un Pd che molto probabilmente avrà la gestione anche del prossimo governo. E, ricordiamo ancora, Matteo Renzi ha dato piena libertà di coscienza a chi la pensava così al momento in cui si doveva votare per le stepchild adoption, durante il dibattito sulle unioni civili. Dibattito che ci ha lasciato in eredità la mela avvelenata per cui se due gay maschi vogliono avere prole, lo faranno solo a costo di inaudite ingiustizie a danno di sfortunate donne del terzo mondo.

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Gli europarlamentari del M5S

Due consigli che mi sento di dare alle opposte tifoserie, sono perciò i seguenti:

1. care/i grilline/i Lgbt, cercate di fare del vostro MoVimento una realtà meno irricevibile (per non dire omofoba). Perché ok, avrete anche persone di buona volontà (esattamente come nel Pd), ma al momento non si ha una buona memoria di fatti del vostro partito a favore della comunità arcobaleno. Ok, Appendino si sta comportando bene, ma rimuovere manifesti imbrattati non è sufficiente…

2. care/i gay-dem (renziane/i e non) non è il caso di guardare a casa d’altri, quando sbagliano, se dentro le vostre file c’è chi si comporta allo stesso identico modo. Anche perché se Grillo continua a sbraitare da un balcone o un palco, uno cambia canale e pace!, ma se poi i vostri tornano al potere, con quelle posizioni lì, io un attimo mi allarmo. Metti mai che volessi avere un figlio, un giorno, e dovessi trovarmi uno dei vostri a dirmi che voglio comprare infanti e sfruttare donne asiatiche?

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