Un pranzo in riva al mare. Niente di più normale, ad agosto. Eppure, per Massimina ed una sua amica non è stato così. Massimina è una donna trans e il 9 agosto scorso aveva deciso, insieme alla sua amica, di pranzare al ristorante “Spaghetteria da Vittorio e Maria”, sul lungomare di Latina. Quando sono entrate, insieme al loro cagnolino, la cameriera ha detto loro che non erano vestite in modo adeguato per stare in un ristorante e che il cane non poteva entrare. Entrambe indossavano un pareo e dei pantaloncini, essendo sulla spiaggia.

L'inserzione del ristorante dov'è successo il fatto

L’inserzione del ristorante dov’è successo il fatto

Il problema non erano i vestiti

Molto sorprese, dato che si trattava, appunto, di un locale sulla spiaggia e che altri clienti erano vestiti “da mare”, compreso un uomo a torso nudo, le due donne hanno risposto: “Se è questo il problema, ci vestiamo, leghiamo il cane all’albero e mangiamo fuori”.
Ma l’abbigliamento era solo una scusa. A quel punto è arrivata la proprietaria del ristorante che ha cominciato ad insultare le due donne. “Io qui non vi ci voglio, né dentro né fuori” ha detto, secondo il racconto di Massimina. E giù una sequela di insulti: “siete uomini, donne, o froci?” e ancora “Andate via, andate al bordello”.

Strattonate fin fuori il locale

Massimina

Massimina

Intanto il clima si era surriscaldato fino ad arrivare alle mani. Massimina racconta, infatti, di essere stata strattonata dalla proprietaria del ristorante. “Mi ha spintonata per allontanarmi dal locale, al punto di lasciarmi dei segni sul braccio e sul fianco” ha raccontato Massimina della sua denuncia. Le due donne, a quel punto, decidono di andarsene e scegliere un altro ristorante, ma la titolare della spaghetteria continua ad insultarle anche da lontano. A quel punto è intervenuta una volante della Polizia, chiamata dalla stessa proprietaria per accusare Massimina. “Quando ha cominciato a spintonarmi, io mi sono difesa” ha raccontato a Gaypost.it la trans. Neanche davanti agli agenti la donna ha desistito. “Ma chi vi ha mandato qui? A froci! Ti faccio vedere io cosa ti succede se non te ne vai”. Tra i clienti del ristorante, una donna ha dato man forte alla titolare urlando “fate schifo”, mentre una coppia di fidanzati si è alzata ed è andata via. “Li abbiamo incontrati nella friggitoria dove siamo andate dopo – racconta Massimina -: erano mortificati per l’accaduto”.

La Torre: “Discriminazioni inaccettabili”

Le due donne hanno sporto denuncia ai carabinieri di Nettuno e del loro caso si occupa il Mit – Movimento Identità Trans. “Siamo certi che le forze dell’ordine testimonieranno con quale transfobia la proprietaria del ristorante si è rivolta a Massimina e alla sua amica – dichiara Cathy La Torre, avvocata, attivista LGBT e componente della segreteria nazionale di Sinistra Italiana -. Il 2017 è l’estate che verrà ricordata come quella in cui esercizi commerciali, strutture ricettive, fanno la lista di chi non può entrare: gay, lesbiche, trans, neri, bambini. Una discriminazione culturale inaccettabile che combatteremo in ogni sede possibile”.

Ecco il video con il racconto di Massimina:

Cacciate dal ristorante perché transCacciate dal ristorante perché trans: è successo a Latina. Ecco il video con il racconto di Massimina, una delle due protagoniste della vicenda.

Pubblicato da Gaypost.it su Sabato 12 agosto 2017

Aggiornamento: La risposta della ristoratrice

Gaypost.it ha contattato la spaghetteria per conoscere la loro versione dei fatti. Al telefono ha risposto, presumibilmente, una cameriere. Abbiamo chiesto di parlare con la titolare, qualificandoci come giornalisti. La donna che ci è stata passata si è rifiutata di dire il suo nome e di rilasciare qualsiasi dichiarazione. “Non voglio dire niente” ha ripetuto più volte prima di chiuderci il telefono in faccia.