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Tornano le Sentinelle in piedi: ora l’obiettivo sono le persone transgender

Non si sentiva parlare delle Sentinelle in piedi da un po’. Passati i clamori delle unioni civili, questa frangia del movimento omofobo è tornata nell’ombra. Fino a questo week end, quando sono state avvistate a Genova. Sabato scorso, infatti, una cinquantina di attivisti si è radunata in via Galata a manifestare. Per cosa?

Quando gli omofobi sposano l’agenda Terf

«Oggi siamo qui per una testimonianza di verità e libertà» scrive il sito Genova24h.it, riportando le parole della portavoce del movimento. «Siamo qui per dire che “gli uomini non sono donne”. È una banalità. Eppure, Meghan Murphy, scrittrice femminista canadese ha avuto il suo account Twitter bloccato perchè ha osato riferirsi al sedicente transessuale Jonathan “Jessica” Yaniv con il pronome maschile, scrivendo inoltre che “gli uomini non sono donne”». Insomma, l’agenda omofoba sembra sovrapporsi a quella delle attiviste Terf. Ci ricorda qualcosa?

Tirando in ballo Martina Navratilova

La manifestazione a Genova

«Dichiaratamente lesbica dal 1981, la tennista Martina Navratilova è stata recentemente epurata dalla lista degli ambasciatori LGBT “Athlete Ally” per aver osato criticare gli atleti trans» hanno denunciato, ancora, le Sentinelle genovesi. Che rilanciano la loro azione nella società: «Se la verità non ha più cittadinanza sui media, a scuola, nei posti di lavoro, le Sentinelle in Piedi scendono in piazza per proporre, a tutti, di riflettere sulla bellezza della natura umana, della differenza sessuale, dei legami familiari, dell’apertura alla vita. E sul rischio, sempre più evidente, che, calpestando la verità, si finisca per sopprimere anche la libertà, di tutti, a partire dai più deboli».

La semplice verità

Eppure è davvero molto strano: nessuno vuole pervertire la “verità”. Ma, banalmente, l’identità sessuale – e individuale, più a larga scala – segue regole precise. Lo dice la scienza, per altro, mica la lobby del “gender”. Nei casi di identità di genere non conforme al sesso, alla nascita, è un diritto dell’individuo procedere affinché il suo corpo, attraverso un percorso specifico, rifletta l’idea che quella persona ha di se stessa. Cosa ci sarebbe di falso in tutto questo? Se una persona transgender sente di essere donna oppure uomo, è tale. E non toglie nulla a chi, invece, si riconosce al proprio sesso biologico. Dire no a tutto questo è un atto di disumanità. La verità, forse, è solo questa.

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