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L’attuale Governo non si dimostra un interlocutore affidabile perché al di là delle dichiarazioni non appare in grado di mettere in sicurezza i diritti delle persone LGBTQI”.

Con queste parole, dirette e pesate, le associazioni Lgbtqi si rivolgono al sottosegretario Spadafora dopo la decisione dopo il decreto ministeriale che sui documenti dei minori al posto del il termine “genitore” vede comparire i termini “padre” e “madre”.

Una decisione che ci riporta all’invisibilità

A firmare la lettera i componenti del tavolo sulle questioni LGBTQI instaurato proprio da Spadafora e nel suo ruolo di titolare delle pari opportunità all’interno del Governo. Le associazioni definiscono la decisione ministeriale come “Discriminatoria perché, quali che siano gli orientamenti politici e legislativi per il futuro, le famiglie omogenitoriali già esistono ed esistono i figli e le figlie di quelle famiglie che, grazie alla giurisprudenza o all’azione degli uffici anagrafe dei Comuni più lungimiranti, sono oggi, anche per la legge, figli e figlie di entrambe le figure genitoriali”.
Una scelta del governo quella di costringere le figure a rientrare nella categoria inflessibile di “padre“ e “madre” che darebbe “luogo a un’invisibilità, a uno stigma e a un marchio che ricordano periodi bui della storia”.

La richiesta di chiarimento

“L’attuale Governo non si dimostra un interlocutore affidabile perché al di là delle dichiarazioni non appare in grado di mettere in sicurezza i diritti delle persone LGBTQI, non ne migliora le condizioni di vita e anzi le peggiora” prosegue la lettera.
“Crediamo che, al di là della insostenibilità̀ legale di un’impostazione odiosamente discriminatoria, come già̀ confermava il parere del Garante della privacy, e dunque degli esiti dei ricorsi, sia essenziale un chiarimento politico del Governo di cui entrambi, Lei e il Ministro dell’Interno, con le rispettive forze politiche, siete espressione affinché́ questa pagina odiosa venga cancellata. Ad oggi possiamo solo valutare i fatti”, conclude.

La lettera è firmata da Agedo, ALFI Associazione Lesbica Femminista Italiana, Arci, Arcigay, Arcigay Antinoo Napoli, Arcigay Arcobaleno degli Iblei Ragusa, Associazione di volontariato Libellula, Associazione Esedomani Terni, Associazione LGBT Quore, Certi diritti, Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Di’Gay Project – DGP, EDGE Excellence & diversity by LGBT executives, Famiglie Arcobaleno, I Ken, IGLBC Italian GLBT Business Chamber, Polis Aperta, Rain Arcigay Caserta, Rete genitori rainbow, Stonewall GLBT, Torino Pride, Ufficio Nuovi Diritti CGIL.

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