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Pesaro, minacciato con un coltello: «Frocio, vattene»

A Pesaro uno studente è stato vittima di una aggressione omofoba. Prima gli insulti, poi il coltello puntato alla gola. Il ragazzo è svenuto ed è intervenuto il 118.

L’AGGRESSIONE

La vittima è un ventenne, studente all’università di Urbino. Stando alla ricostruzione de Il Resto del Carlino lo studente stava fumando una sigaretta fuori dalla discoteca Colosseo. Erano le tre di mattina di domenica. All’improvviso un altro giovane gli si sarebbe avvicinato dicendogli: «Brutto frocio, tu non devi stare qui. Vattene».
A questo punto gli avrebbe messo una mano intorno al collo. Lo studente avrebbe provato a fuggire cercando aiuto in un gruppo di ragazze di sua conoscenza che sarebbero riuscite in un primo momento ad allontanare l’aggressore. Aggressore che sarebbe tornato alla carica spalleggiato da altri uomini. Qui sarebbero partiti pesanti insulti a sfondo omofobico. A quel punto, il ragazzo ha trovato riparo nell’auto di un’amica.
L’auto però non sarebbe bastata a garantire la sicurezza della vittima. La vettura sarebbe stata circondata dal gruppo di ragazzi che, una volta aperta la portiera, lo avrebbero minacciato di morte con un coltello intimandogli di andarsene o sarebbe stato peggio per lui.

LO SVENIMENTO

Una volta andato via il branco lo studente avrebbe provato a raggiungere i suoi amici, ma dato il forte spavento sarebbe svenuto. L’arrivo dell’ambulanza in soccorso del giovane è l’occasione per un altro parapiglia. Sempre lo stesso branco di aggressori avrebbe, infatti, circondato l’ambulanza prendendola a pugni. E’ a quel punto che sono intervenuti i Carabinieri.
Ai Carabinieri, che hanno raccolto la denuncia del ragazzo, spetteranno adesso le indagini e il compito di dare nomi e cognomi al branco: almeno cinque o sei persone, donne incluse. Secondo le ricostruzioni si sarebbero scatenati contro il ventenne per la sua camicia leopardata considerata probabilmente troppo effeminata. Cristian Guidi, avvocato del ragazzo, fa sapere che è stata sporta querela contro gli aggressori: «Ci auguriamo che i carabinieri riescano a trovare questi pericolosi bulli che hanno pensato di aggredire impunemente il mio assistito solo per la camicia che portava».

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