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Milano si candida a sede della convention globale sul turismo LGBT: soddisfatte le associazioni, insorge la destra

Un’altra prestigiosa candidatura italiana ad un altro evento LGBT internazionale. Dopo la candidatura di Roma al World Pride del 2025, è di ieri la notizia della candidatura di Milano alla 37esima Convention organizzata dalla “International Gay and Lesbian Travel Association”, nel 2020.

Cos’è IGLTA

IGLTA è un’organizzazione mondiale che si occupa di turismo LGBT. Si rivolge non solo alle persone gay, lesbiche, trans, bisessuali che viaggiano, ma anche alle aziende che si rivolgono a questo target con offerte di viaggi e soggiorni specifiche e che dimostrano supporto alla comunità. Fondata nel 1983, oggi IGLTA opera in più di 80 paesi nel mondo, in tutti i continenti. IGLTA organizza anche eventi dedicati e annualmente organizza una convention globale sul turismo LGBT. Milano, dunque, si candida a quella del 2020.

Un riconoscimento al clima di accoglienza della città

Una candidatura, quella italiana, che si confronta con Israele e Australia, che è significativa per le associazioni LGBT e non solo. Gaypost.it ne ha sentito telefonicamente alcuni dei rappresentanti, per raccoglierne lo stato d’animo.
Lo sintetizza Fabio Pellegatta, presidente del CIG Arcigay Milano a nome del direttivo, che segnala come una simile candidatura sia in primo luogo un riconoscimento a un clima come quello milanese, che è mutato in termini di accoglienza della comunità LGBT nel corso delle ultime amministrazioni cittadine. Un’interessante occasione per cambiare quella classifica, chiosa il portavoce dei Sentinelli di Milano Luca Paladini, che vede il Belpaese primo tra le mete turistiche desiderate dalla comunità LGBT, ma quinto quando nella pratica questa decide di organizzare le proprie ferie.

Un vantaggio economico, ma non solo

Soddisfatto anche il sindaco Giuseppe Sala, che segnala le ricadute positive che un evento di simile portata potrebbe portare alla città, anche in termini economici. Il convinto impegno del Comune su questo fronte, aggiunge Paladini, è l’ennesimo positivo segnale di una amministrazione che su questo fronte “non deve dimostrare nulla” per quanto “sarebbe bene considerazione che quello economico sia uno dei vantaggi da tenere in considerazione, non il primo”. Gli fa eco Roberto Muzzetta, del CIG, che intravede nella convention del 2020 la possibilità di mostrare “agli operatori turistici e alle amministrazioni pubbliche che saranno coinvolte tutto ciò che di positivo le realtà LGBT fanno sulla scena milanese”. Una grande occasione, insomma, per mostrare la Milano capitale dell’accoglienza e quanto di positivo, in termini di inclusività, la città ha saputo fare per essere all’altezza della “contemporaneità”, elemento sul quale il sindaco Sala ama insistere.

Le proteste della destra cittadina

Una prospettiva che ha provocato la levata di scudi della destra cittadina che, per bocca dell’ex vice sindaco De Corato, si è premurata di far notare come non si tratti di un evento importante, bensì soltanto dell’“ennesima coccola” alla comunità LGBT, a danno dei superiori interessi delle famiglie tradizionali. Il mondo arcobaleno milanese si trova nuovamente unanime. Luca Paladini ricorda al vice sindaco che “anche noi siamo famiglie, e se dalla sinistra ci si aspetta che l’attenzione all’ambito economico sia successiva a quella per il contesto sociale, è sintomatico la miopia della destra che non riesce a rendersi conto nemmeno del vantaggio economico che un evento di respiro internazionale può apportare alla città”.

“Un grado di civiltà che De Corato non conosce”

Il portavoce dei Sentinelli ricorda quando, ai tempi della giunta Moratti, della quale De Corato era vice, una mostra fotografica internazionale sia stata violentemente criticata dalla giunta di destra per la presenza di baci fra uomini”. Se oggi, fa eco Pellegatta, una associazione internazionale può riconoscere Milano come una città moderna, in grado di competere con Sidney, “non è certo merito di De Corato, che anzi dimostra di non avere argomenti” a sostegno di un ostracismo ideologico. “Il vantaggio collettivo per un evento in favore di una comunità, nulla toglie ai diritti delle famiglie tradizionali” conclude Pellegatta, e anzi “dimostra come Milano possa dirsi arrivata “a un grado di civiltà che De Corato evidentemente non conosce”.

(Foto: IGLTA/Instagram)

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