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Forlì, assessora Cintorino alle Pari Opportunità: «Non adottiamo politiche Lgbt+»

A Forlì, nel cuore della Romagna, la nuova giunta di centrodestra inizia subito a mettere i puntini sulle i. L’assessora alle Pari Opportunità Andrea Cintorino ha infatti rifiutato il patrocinio a qualsiasi progetto che abbia a che fare con la comunità Lgbt+.

«NON ADOTTIAMO POLITICHE LGBT+»

A far scoppiare il caso sono state le associazioni “Un secco no” e “Delfi” che hanno definito la risposta del comune «Laconica e sconcertante». Il quotidiano Il resto del carlino ha interpellato l’assessora Cintorino, la quale ha ribadito il suo no a progetti «per la prevenzione e il contrasto alle prevaricazioni legate al genere e all’orientamento sessuale», perché l’Amministrazione «aderisce a un modello di famiglia tradizionale».
«Noi abbiamo aderito a tutte le iniziative contro la violenza sulle donne. Ma in questo caso si parlava anche dei gay – spiega- . Noi rispettiamo le posizioni altrui, ma non adottiamo politiche Lgbt. Si tratta di associazioni politicizzate. Sulla loro pagina Facebook sostengono le Sardine… Il diniego riguardava il contenuto, non le opinioni politiche».

LA REPLICA DEL PD

A guidare il Pd forlivese, da pochissimi mesi, c’è Maria Teresa Vaccari che bolla le dichiarazioni dell’assessora come una «Decisione senza precedenti. Una visione anacronistica e stereotipata della società, della famiglia e della donna». Il progetto, secondo Vaccari, «Essendo stato già approvato dall’Amministrazione precedente con delibera immediatamente eseguibile, avrebbe dovuto solo essere reso operativo. È un atto ideologico di gravità inaudita che segue i canoni di purezza del leghismo e porta al medioevo».
Da parte di Potere al Popolo arriva anche l’attacco al vicesindaco del Carroccio, Daniele Mezzocapo: «Come avvocato, segue cause di divorzio ogni giorno e ci guadagna soldi. Sicuramente sa che la famiglia tradizionale ormai non esiste più».

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