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Arcigay lancia una campagna per accendere i riflettori sulle violenze familiari proprio alla vigilia della Giornata internazionale contro l’omo-lesbo-bi-transfobia (IDAHOBIT). Con un claim semplice e diretto: “Se è omofoba non è famiglia”.

La scelta del tema

Una delle immagini della campagna

“Abbiamo deciso di focalizzare l’attenzione su un particolare aspetto di questo fenomeno” spiega Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. “I nostri 68 presidi territoriali – prosegue – raccolgono numerose richieste d’aiuto, molto diverse da tra loro. Le più ricorrenti sono quelle di adolescenti, neo maggiorenni e giovani che vivono un clima di oppressione, disprezzo, violenza psicologica e fisica nei contesti familiari”. “Il mancato riconoscimento e sostegno da parte dei genitori e dei familiari in genere è per molti ragazzi e ragazze un’esperienza molto dolorosa, che ferisce nel profondo” sottolinea Piazzoni.

La finta difesa dei figli

Se è indubbio che negli ultimi anni la comunità ha  ottenuto pochi ma significativi diritti e che si è verificata una piccola rivoluzione culturale, è altrettanto indubbio che a queste conquiste si sono opposte campagne, spesso violente, che hanno puntato il dito proprio sul tema della famiglia. “Difendiamo i nostri figli” è da molti anni uno slogan molto utilizzato e dietro al quale molti si sono trincerati invocando la censura per i contenuti Lgbt+. Slogan che molto spesso è diventato veicolo del disprezzo più bieco.
“Abbiamo voluto dirlo chiaramente: una famiglia in cui omofobia, lesbofobia, transfobia e bifobia non restano fuori dalla porta, non può dirsi famiglia,” aggiunge Piazzoni, “Perché fallisce clamorosamente nel dare ai figli e alle figlie il sostegno, la comprensione e l’amore di cui hanno bisogno”.

Storie vere

Una campagna capillare, online e offline, per difendere figli e figlie da “fantomatiche teorie o fantasmi creati ad hoc dagli agitatori  di professione, ma che paradossalmente chiedono aiuto per essere difesi dai genitori, cioè dalle persone che dovrebbero amarli di più”.
Un corto circuito che secondo Arcigay deve essere affrontato una volta per tutte. E per farlo si è scelto di raccontare quattro storie, tutte vere e raccolte dai servizi territoriali di Arcigay. I nomi e i volti non coincidono con le persone che hanno raccontato queste storie, per questioni di privacy. Ma è tutto successo veramente.
Il lancio della campagna è solo uno dei tanti appuntamenti organizzati da Arcigay, il calendario completo è consultabile sul sito.

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