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Nel suo ultimo numero, ‘France Football’ la rivista di calcio francese, nota per essere quella che patrocina il Pallone d’Oro, ha dedicato la prima pagina all’eternà rivalità tra i due calciatori più forti in attività: Cristiano Ronaldo e Lionel Messi.
Per illustrare la sua domanda del giorno: “Sei Messi o Ronaldo?”, lo storico giornale ha scelto di raffigurare l’atleta argentino e quello portoghese con un bacio.
L’opera, dal titolo ‘L’amore è cieco’, è ovviamente una provocazione artistica per raccontare il rapporto spesso non esattamente amichevole tra la stella del Barcellona e il numero 7 della Juventus.

La reazione dei tifosi

La scelta naturalmente che non è stata molto apprezzata dagli appassionati di calcio. Al contrario, considerando lo sfogo eccessi omofobici letti su Twitter. “Da denuncia”, “Chi ha fatto questa immagine è frocio e vuole convertire”, “Immagine irrispettosa”, “Spero vi denuncino”.
L’illustrazione è firmata dell’artista e graffitista italiano Tvboy, Salvatore Benintende. Noto in Italia per il famoso bacio tra Matteo Salvini e Luigi di Maio.
Sono reazioni che testimoniano quanto sia difficile da scalfire il tabù dell’omosessualità nel mondo del calcio. La violenza e la volgarità dei tifosi non sono solo un gioco, né un fatto in qualche modo liberatorio, bensì l’esplicitarsi di una violenza e di una volgarità che percorrono la nostra vita quotidiana, che spesso abbandonano la rete per ripercuotersi sulla vita reale.

Quanto lavoro da fare

Pochi mesi fa intervistato dal quotidiano francese Le Figaro, il calciatore Olivier Giroud, aveva sottolineato l’impossibilità di parlare di omosessualità nel mondo del calcio: “Il giorno in cui ho scoperto che l’omosessualità è un tabù per il calcioè quando ho visto il tedesco Thomas Hitzlsperger raccontarsi, nel 2014: è stato molto emozionante. È qui che mi sono detto che era impossibile mostrare la propria omosessualità nel nostro mondo”.
Giroud si riferiva alla storia di Hitzlsperger, ex giocatore della Lazio, che decise di dichiarare la propria omosessualità solo a carriera conclusa, nel 2014. “c’è molto testosterone, si sta tutti insieme, ci sono le docce collettive. È difficile ma purtroppo è così. Capisco il dolore e la difficoltà dei ragazzi nel fare coming out, è una vera e propria prova dopo aver lavorato su se stessi per anni“. Un’analisi pensata che ha portato il calciatore a diventare amico della comunità Lgbt:
“Quando ero all’Arsenal e mi chiesero di indossare i laccetti colorati contro l’omofobia, lo feci senza pensarci su due volte. C’è ancora moltissimo lavoro da fare nel mondo del calcio su questa materia“.
E questi commenti lo dimostrano.

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