Panasonic cambia policy: coppie gay come quelle etero

Il colosso giapponese Panasonic ha deciso di riconoscere ai dipendenti omosessuali e transessuali e alle loro famiglie gli stessi diritti previsti per quelli eterosessuali, anche se le leggi dei paesi in cui si trovano i diversi uffici regionali non li prevedono. La decisione è stata presa a livello globale ed è la prima volta che un’azienda giapponese compie questo passo verso l’uguaglianza.
Non tutte le sedi di Panasonic, però, hanno accolto la novità positivamente decidendo di renderla operativa. “Non ho mai percepito così forte la differenza tra i diversi paesi” ha dichiarato il responsabile delle risorse umane Tetsuya Senmatsu.

La nuova policy aziendale, infatti, che prevede che le coppie omosessuali godano degli stessi permessi e benefici di quelle eterosessuali, non è stata accolta da tutte le filiali di Panasonic. Solo quelle statunitensi, canadesi e quelle europee l’hanno fatta propria, mentre quelle africane e asiatiche (tranne il quartier generale giapponese) hanno deciso di non adottarla.

La nuova politica aziendale, che entrerà in vigore a partire dall’1 aprile, mette piano le coppie gay e lesbiche vincolate da unione civile sullo stesso piano di quelle eterosessuali sposate. Senmatsu a dichiarato che la ragione principale per cui Panasonic ha deciso di adottare questa policy è la ferma opposizione dell’azienda a qualsiasi forma di discriminazione, a prescindere dal fatto che questo risulti in un vantaggio per Panasonic nel recruiting di nuove professionalità.
Non ci sono dati precisi su quanti siano i dipendenti che formano coppie gay e che potranno usufruire dei nuovi diritti, ma Senmatsu ha parlato di una percentuale che si aggira intorno al 7 per cento del totale dei lavoratori di Panasonic.

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