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Circola da questa mattina una notizia secondo cui la prefettura di Catania non avrebbe rinnovato la patente ad un ragazzo perché omosessuale. A raccontare i fatti è Agitalia un’associazione di avvocati che ha sede a Roma, ma che opera in tutta Italia, come si legge sul sito. Secondo quanto diffuso dall’associazione, il ragazzo avrebbe chiesto il rinnovo della patente sottoponendosi, quindi, alla rituale visita all’Asl. Al medico avrebbe dichiarato di essere omosessuale “consapevole delle responsabilità civili e penali per le dichiarazioni false o mendaci”, si legge in uno stralcio del ricorso pubblicato da un quotidiano catanese.
Secondo quanto dichiarano i legali (di cui non si conoscono i nomi), proprio la sua omosessualità “lo aveva in passato portato a essere escluso per inidoneità all’uso delle armi dal concorso nelle Forze dell’ordine“.

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Alcune notizie diffuse da Agitalia e smentite da Butac.it

Cosa non quadra

Sono almeno tre gli elementi che destano più di un sospetto sulla fondatezza della notizia. Andiamo con ordine. Il primo è che nel 2015 la Cassazione ha condannato il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un caso simile avvenuto nel 2001. Nella sentenza, la Suprema Corte aveva parlato esplicitamente di “comportamento omofobico” ed aveva confermato il risarcimento di 20 mila euro per il ragazzo, stabilito dalla Corte d’Appello. I fatti si erano verificati proprio a Catania. Quale prefetto commetterebbe lo stesso errore rischiando di incorrere in una nuova condanna?

Le Forze dell’ordine

Il secondo elemento è contenuto tra le righe dello stesso ricorso: il ragazzo sarebbe stato rifiutato dalle Forze dell’Ordine perché omosessuale. Un fatto che, se vero, sarebbe gravissimo perché nessuna legge impedisce ad una persona omosessuale di arruolarsi né, tanto meno, la considera inidonea all’uso delle armi. E sarebbe davvero una contraddizione, dato che esiste un ufficio come l’Oscad (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori) che è interno proprio al ministero degli Interni e, quindi, alle Forze dell’ordine. Per non parlare di Polis Aperta, l’associazione di cui fanno parte le persone LGBT arruolate nei diversi corpi. Tra l’altro, non viene specificato a quale corpo ci si riferisce: la Polizia di Stato? I Carabinieri? La Guardia di Finanza? Ma soprattutto, com’è possibile che esista un ricorso per la patente non rinnovata e non per l’esclusione da un concorso per le Forze dell’ordine?

Il negozio all'indirizzo che dovrebbe essere dell'associazione

Il negozio all’indirizzo che dovrebbe essere dell’associazione

L’associazione

Il terzo elemento è forse il più lampante ed è proprio la fonte della notizia: Agitalia. Una ricerca su internet, infatti, restituisce risultati che non fanno ben sperare sull’affidabilità dell’organizzazione. Diversi organi di stampa, nonché siti specializzati nella scoperta di bufale e fake news hanno già più volte sbugiardato le notizie diffuse da Agitalia. La Stampa di Torino e il Tirreno di Livorno, ad esempio, hanno smontato alcuni “casi” diffusi dall’associazione. Lo stesso ha fatto Butac.it. Secondo Aduc, storica associazione che si occupa di tutela dei consumatori, Agitalia avrebbe anche comportamenti poco chiari nei confronti dei malcapitati che si rivolgono agli avvocati che ne fanno parte. L’associazione ha segnalato raggiri, spesso ai danni di persone anziane, più volte.

Il precedente sulle patenti

Nel caso specifico, la notizia del mancato rinnovo della patente è molto simile ad un’altra diffusa nel 2015 sempre da Agitalia che coinvolgeva la prefettura di Milano. Anche in quel caso si trattava di una bufala.
Un rapido controllo sul dominio dell’associazione, infine, rivela che l’intestatario ha dichiarato come indirizzo Via Libia 158, a Roma. Google mostra che a quell’indirizzo, in realtà, c’è un negozio di abbigliamento il cui titolare non corrisponde a chi ha registrato il sito di Agitalia, come raccontava La Stampa già due anni fa.

Sul sito dell’associazione, infine, la pagina con lo statuto risulta inesistente e non c’è alcun riferimento su chi sia il presidente o gli avvocati che vi lavorano. Abbiamo provato a telefonare al numero a pagamento su cui c’è scritto “operativo tutti i giorni anche i festivi”, ma un messaggio registrato spiega che non rispondono il lunedì. Insomma, ci sono tutti gli elementi per non considerare affidabile la fonte e, quindi, la notizia.

Showing 2 comments
  • Gianuario Cioffi Aulicino
    Rispondi

    Il mistero resta, ed è: PERCHÉ creare e diffondere una notizia del genere? Che interesse ne si potrà mai trarre?

    • redazione
      Rispondi

      Secondo Aduc, lo fanno solo per farsi pubblicità come associazione in grado di assistere i cittadini nei casi di ingiustizia più assurdi.

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