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In un’intervista sul wrestling in Cecenia rilasciata al canale televisivo statunitense HBO per la trasmission Real Sports, il leader ceceno Kadyrov ha rilasciato dichiarazioni molto preoccupanti per la popolazione omosessuale della piccola repubblica caucasica.
Con una digressione rispetto all’argomento principale, il cronista David Scott gli ha posto qualche domanda sulla condizione dei gay in Cecenia e sulle notizie ormai note da mesi a proposito di persecuzioni, torture ed omicidi.

“Non abbiamo gay qui”

“Questo non ha senso. Non abbiamo questo genere di persone qui – ha detto Kadyrov -. Se ce ne sono portatele in Canada. Portatele lontano da noi così non le avremo in casa”.

“Per purificare il nostro sangue – ha continuato – prendeteli. Sono diavoli, sono in vendita, non sono persone”.

I fatti

All’inizio di aprile, il quotidiano russo d’opposizione Novaya Gazeta ha iniziato a pubblicare articoli sulla scomparsa di alcuni gay o uomini ritenuti tali. La giornalista Elena Milashina ha documentato la presenza di almeno sei prigioni segrete in cui questi uomini vengono portati, dopo essere stati arrestati. Alcuni di coloro che sono riusciti a lasciare le prigioni, hanno raccontato di torture e di condizioni disumane in cui erano tenuti perché rivelassero i nomi di altri gay. Si stima che siano più di 100 gli uomini ritenuti omosessuali detenuti e torturati e che almeno tre di loro siano stati uccisi. Alcune testimonianze parlano di uomini restituiti alle famiglie alle quali è stato chiesto di ucciderli in base alla legge sul delitto d’onore. L’associazione Russian LGBT Network è riuscita a mettere in salvo molti di loro che hanno contattato il numero verde e ora sono ospiti in case protette. Altri sono riusciti a lasciare la Russia e sono stati accolti in Germania, Lituania e Francia.

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