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Il mese dell’orgoglio LGBT si apre con 5 pride: ecco le piazze di oggi

Con l’inizio di giugno comincia il mese ormai tradizionalmente dedicato all’orgoglio LGBT. Come abbiamo ripetuto spesso in queste settimane, la ragione è che il 28 giugno ricorre l’anniversario dei moti di Stonewall. Furono quelle notti di tumulti e di scontri con la polizia, dopo anni di vessazioni, che diedero il via al “movimento gay”, poi diventato “movimento lgbt+”.
Per questo a giugno il calendario dei pride di tutto il mondo si infittisce e l’Italia non fa eccezione. In questo terzo weekend dell’Onda Pride 2019 sono ben 5 le piazze che si mobiliteranno per chiedere uguaglianza, diritti, autodeterminazione.
Vediamole una per una.

Cinque Pride in 5 città

Scende in piazza Padova, alle 15 con partenza da Piazza Garibaldi. Alla stessa ora Perugia si ritroverà in piazza Grimana, mentre Modena ha dato appuntamento al Parco Novi Sad.
Un’ora dopo, alle 16, partirà Alessandria da viale della Repubblica, mentre l’ultimo corteo a partire sarà quello di Salerno, alle 18 da piazzale Ferrovia.

Un anno da record

L’Onda Pride 2019 fa registrare un vero e proprio record, per l’Italia. Sono in tutto quaranta, infatti, le parate previste fino a settembre. “Un numero importantissimo – sottolinea Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay -, che testimonia la vivacità di una comunità che prende parola e attraversa gli spazi pubblici in ogni angolo del Paese”. Ma questo è anche il primo fine settimana di mobilitazione dopo l’ultima tornata elettorale. “Non c’è risultato elettorale infausto che possa farci indietreggiare – sottolinea Piazzoni -: la battaglia per i diritti, per la libertà e l’autodeterminazione di tutte e tutti, è una via tracciata che non prevede retromarce o battute d’arresto”.
“Il Pride è oggi il più imponente atto di Resistenza, che mette in connessione mondi e culture, oltre ogni confine – conclude -. Auguro alle cinque città che verranno attraversate dai nostri coloratissimi cortei di sentire vibrare fortissimo l’orgoglio, perché è quell’orgoglio che ha prodotto e che ancora produrrà le più importanti trasformazioni”.

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