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Secondo quanto stabilito da un’ordinanza del tribunale di Salerno, ad Andrea L. – cittadino russo – è stato riconosciuto lo status di rifugiato politico, perché omosessuale. Il giovane, poco più che ventenne, vive in Italia dal 2014 dove è arrivato quando era ancora minorenne. Nel 2013, nel suo paese d’origine, è stata emanata una legge contro la “propaganda omosessuale” che di fatto rende illegale essere e definirsi pubblicamente persone Lgbt.

La battaglia legale

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Una manifestazione di protesta in Russia (fonte: TPI)

Appena arrivato nel nostro paese, Andrea aveva inoltrato la domanda per ottenere la protezione internazionale, ma senza successo. Quindi il suo caso è stato seguito dallo Sportello MigraAntinoo di Arcigay Napoli e dall’avvocata Mara Biancamano, per poi concludersi felicemente. «Il provvedimento» dichiara Biancamano «è molto importante perché riconosce il più alto grado di protezione ad una persona omosessuale proveniente dalla Russia».

La soddisfazione dopo la vittoria

«Nel provvedimento» prosegue l’avvocata «è riconosciuto che la situazione dei diritti delle minoranze Lgbt in Russia si delinea come una situazione di grave e diffusa discriminazione sul piano sociale, anche per tradizionale abitudine culturale alla criminalizzazione degli orientamenti omosessuali». Si dichiara soddisfatto anche Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli, per cui la sentenza ha un grosso peso politico, soprattutto «a poche settimane dalla visita del Presidente Mattarella in Russia il quale ha sottolineato la consolidata amicizia tra i nostri due Paesi, nonostante appunto la Russia violi di fatto i trattati internazionali in materia di diritti e libertà personali».