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Primavera dei sindaci nel reggiano, trascrizioni di tre mamme

La Primavera dei sindaci arriva anche in provincia di Reggio Emilia, sia nel capoluogo sia a Castellarano e Scandiano. «Sono le tre città dove, nell’estate appena trascorsa, i sindaci hanno effettuato altrettante trascrizioni di tre mamme nei certificati di nascita dei loro figli e delle loro figlie. Siamo felicissimi di questo importante passo che porta a una tutela maggiore per figli delle famiglie Arcobaleno, che fino ad oggi erano considerati bambini di serie B, e auguriamo alle famiglie tanta serenità e gioia». Così commentano Arcigay Gioconda e Famiglie Arcobaleno i riconoscimenti fatti dalle rispettive anagrafi.

Auspicando una legge in merito

Marilena Grassadonia ringrazia i tre sindaci Vecchi, Mammi e Zanni: a loro infatti «va il nostro ringraziamento anche perché, mai come oggi, c’è bisogno del sostegno di amministratori coraggiosi che sappiano anteporre i diritti di tutti i cittadini alle questioni di mero opportunismo politico». La presidente di FA auspica che atti come questo «rappresentino l’inizio di un iter di legge che arrivi finalmente a sanare una situazione di disparità a oggi inconcepibile».

L’argine dello stato di diritto

«Le leggi non si fanno con i proclami e gli slogan» commenta Arcigay Gioconda, «l’azione futura del Governo non potrà prescindere da tutta quella giurisprudenza che ha già riconosciuto la legittimità delle iscrizioni e trascrizioni anagrafiche con due padri e due madri». L’associazione reggiana torna ancora sui continui affondi del governo contro le famiglie arcobaleno, ma ricorda ancora che esiste un limite invalicabile contro quelle esternazioni: lo stato di diritto.

Il lavoro da fare per le famiglie arcobaleno

«Ci mettiamo anche a disposizione di tutti i sindaci della nostra provincia per incontrarci e portare informazioni, supporto su queste tematiche» ricorda ancora il presidente dell’associazione reggiana, Alberto Nicolini, candidato alla segreteria del prossimo congresso di Arcigay, per cui è questo il tipo di lavoro da fare «nelle città in cui le famiglie omogenitoriali faticano a trovare spazio e esitano a esporsi in prima persona».

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