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«I gay devono rimanere single e illibati»: si dimette cappellano scolastico

Il cappellano di una scuola d’eccellenza inglese, di impronta metodista, si è dimesso dopo aver affermato che le persone omosessuali dovrebbero rimanere «single e illibate».

LA STORIA

Il reverendo David Hull, cappellano della chiesa scolastica di Kingswood a Bath dal 2015, avrebbe creato tensioni dichiarando la sua opposizione al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il commento offensivo di Hull è arrivato alla conferenza metodista di luglio, dove la chiesa aveva largamente votato a favore del matrimonio egalitario. Ma ad Hull non andava bene e al gruppo di news cristiane Premier ha detto: «Come metodisti è nostra convinzione che il significato della buona novella sia che Dio, nella creazione, voglia due cose: o sei sposato, per sempre, con un uomo o con una donna, oppure devi restare single e celibe, come era Gesù».

LA DIFESA DEL CAPPELLANO

La Kingswood School

La visione di Hull non è stata condivisa dalla scuola che si è dichiarata «comunità accogliente e inclusiva e che promuove fiducia, apertura mentale e tolleranza». Quattro mesi dopo, i commenti conseguenti all’uscita di Hull hanno portato alle sue dimissioni. In una lettera indirizzata agli insegnanti, ai genitori e agli altri membri della comunità scolastica Hull ha scritto: «Fin dall’estate i commenti che ho fatto in un dibattito interno alla chiesa metodista sono circolati tra gli studenti, tra lo staff e tra i genitori. Questo ha portato a tensioni che non servono a niente nella comunità scolastica».

LE CONSEGUENZE

Sempre per Hull, «non ci sono stati segnali, da parte della scuola o della chiesa, sul fatto che io abbia sbagliato a fare quei commenti. La visione che ho espresso è stata riconosciuta come in linea della corrente posizione della chiesa e continuerà a essere affermata. Ciononostante la situazione ha bisogno di essere risolta. Quindi ho richiesto alla chiesa una risoluzione immediata della mia posizione come cappellano della scuola: mi è stata garantita subito». Il preside, Simon Morris, gli ha augurato ogni bene.

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