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E sul web spunta il catalogo delle donne single: la dignità femminile al prezzo di un drink

E le donne finirono su catalogo. Succede a Lecco, anzi, sul web. È stato infatti pubblicato un – ci permettete di dire “orrendo”? – catalogo che mette insieme i nomi di 1218 donne di varia età e background culturale, ma che hanno tutte in comune il fatto di essere single e di essersi registrate su Facebook. Se in quel ramo del lago di Como (o giù di lì) cerchi moglie, una fidanzata o se hai voglia di divertirti – sembra suggerire l’idea di fondo della pubblicazione – adesso sai cosa fare e a chi rivolgerti. Sembra il copione di un b-movie a sfondo porno soft e invece è la realtà con la quale si sono scontrate in molte.

Le donne in vetrina

Il messaggio promozionale del catalogo

Un vero e proprio “mercato” femminile, una rassegna di nomi e volti in cui sono finite, contro voglia e senza saperlo, centinaia e centinaia di ragazze. È bastato che sui social dichiarassero di non avere legami sentimentali e a qualcuno – gli autori dell'”opera” sono “vari”, cioè anonimi – ha ben pensato di poter disporre di quelle identità e della condizione di non essere sposate o fidanzate per metterle in catalogo. Una vetrina che si appropria delle identità di quelle persone ad uso e consumo di appetiti di varia natura. “Quanto tempo ci avresti impiegato a trovarle tutte?” è il messaggio di sottofondo. Perché si sa, il tempo è denaro. Pazienza se a pagarne il prezzo sia la dignità della persona. E della donna, nello specifico.

Al prezzo di un drink

A pubblicare il catalogo è tale Orangita Books, che si dichiara associazione culturale non-profit di promozione sociale, nata a luglio del 2013 «con lo scopo di promuovere la cultura, in particolare quella scientifica e tecnica, e di scovare libri e autori non-fiction non ancora valorizzati quanto meritano». È difficile cercare di capire, anche con il più fervido esercizio di fantasia, cosa ci sia di culturale in questa operazione. Facciamo solo notare che a quell’insieme di nomi, di volti e di storie è stato dato, invece, un prezzo: 6 euro e 74 centesimi, “al costo di un drink” si legge sulla pagina web del catalogo (che qui evitiamo di linkare). È questo, per certi signori, il prezzo della dignità femminile?

La reazione della politica

La notizia, intanto, scuote anche le istituzioni. Come si legge sul Corriere.it, la consigliera della Parità della provincia di Lecco, Adriana Ventura, dichiara: «Trovo l’iniziativa aberrante e forse se ci metto un attimo di studio e di approfondimento si può rinvenire anche qualche aspetto penale nel comportamento degli autori “geniali” di questo catalogo». Che continua, indignata: «Il rispetto della dignità della persona, fondamento della nostra Costituzione, è un grande diritto. Fare pagare il catalogo, e per di più senza avere acquisito il consenso delle protagoniste “utilizzate”, significa mercificare la figura della donna single come un qualsiasi prodotto di consumo pronto all’acquisto. Mi riservo di intraprendere le azioni che il caso richiede».

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