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Caso Unar-Iene-Anddos: che fine ha fatto il bando?

Ricordate la vicenda del bando Unar sospeso dopo un servizio delle Iene? L’accusa rivolte dalla trasmissione all’ente governativo era di avere finanziato i circoli affiliati all’associazione Anddos in cui uomini adulti praticano sesso. A niente valsero le difese dell’associazione, che spiegò che il progetto finanziato riguardava un centro d’ascolto, in partnership con l’Università La Sapienza di Roma e che i circoli non erano coinvolti. Il direttore dell’Unar, Francesco Spano, accusato di conflitto di interesse in quanto socio Anddos, si dimise. La sottosegretaria Maria Elena Boschi sospese il bando e la graduatoria. Contro Anddos, poi, era stato avviato un procedimento di revoca del contributo stanziato (e ancora non erogato). Qualche giorno dopo si era dimesso anche il presidente dell’associazione, Marco Canale.
Qualche giorno fa è arrivata la nuova graduatoria da cui Anddos è stata esclusa.

Cosa ha deciso l’Unar?

“L’Amministrazione – si legge nel nuovo decreto di approvazione della graduatoria – è venuta a conoscenza di circostanze che hanno richiesto un riesame delle domande presentate dai soggetti i cui progetti erano stati ritenuti idonei, previa sospensione della procedura stessa in via cautelare”. Per questo, si è proceduto ad un riesame di tutto il materiale a disposizione. Secondo quanto si legge ancora nel verbale, “sia l’esclusione di alcuni partecipanti, sia la determinazione dei criteri e del punteggio di ciascun ambito sono avvenute senza che alla seduta fossero presenti tutti i componenti dell’organo collegiale”.

Un “insanabile vizio” che ha compromesso la validità di tutta la seduta della Commissione di valutazione. “Pertanto, all’unanimità, la Commissione ritiene che si debba procedere, all’annullamento degli atti della procedura e dell’approvazione della graduatoria, salvo le ulteriori determinazioni dell’Amministrazione”.

La nuova graduatoria

Tutto da rifare, insomma. Anzi, tutto rifatto. Perché, appunto, la nuova graduatoria è stata stilata ed Anddos risulta esclusa dal finanziamento. Le ragioni sono contenute in un verbale il cui contenuto non è noto. Ma più avanti lo stesso decreto precisa che è stata la stessa Anddos a ritirare la domanda di partecipazione, con una comunicazione datata 8 maggio. Questo nonostante l’associazione si fosse opposta alla procedura di sospensione presentando una lunga memoria difensiva sulle proprie attività.

Ad oggi, il posto di direttore dell’Unar, lasciato libero da Spano, risulta ancora vacante.

Anddos: “Un gesto di responsabilità”

“La rinuncia da parte di Anddos al finanziamento ottenuto dall’Unar è una scelta di responsabilità orientata al futuro della nostra associazione e alla tutela dei nostri soci e socie dal polverone mediatico creato ad arte mescolando pregiudizi e accuse infondate – spiega l’associazione contattata da Gaypost.it -. La nostra rinuncia ad adire le vie legali, tuttavia, è finalizzata in primo luogo a sbloccare i progetti presentati dalle altre associazioni, che rischiavano di non essere avviati per l’empasse istituzionale creatosi, progetti che mettevano in moto reti di impegni, scadenze e collaborazioni che rischiavano di saltare in base alla tempistica”.

“Dopo le Iene, minacce a soci e circoli”

“L’equazione omosessualità-perversione, purtroppo riproposta con forza al grande pubblico, ha provocato un’escalation di diffidenza verso la nostra comunità – denuncia l’associazione – fino a culminare nelle minacce a mezzo stampa ricevute dai nostri circoli e dai nostri soci. Anddos è un’associazione che ha tra le proprie priorità quella di accogliere persone che vivono in gran parte situazioni di sofferenza, che hanno ancora di fronte un lungo percorso di coming out con se stessi e con gli altri e che devono continuare a trovare nelle nostre strutture luoghi di serenità e riservatezza“.

Il progetto si farà lo stesso

Il progetto di Anddos che era stato ammesso a finanziamento grazie al bando dell’Unar, però, si farà lo stesso. Per attuarlo, l’associazione ha “intenzione di ricorrere a risorse proprie“. “Nel prossimo futuro – conclude Anddos – l’obiettivo sarà quello di sostenere le azioni e gli sforzi delle altre associazioni che vadano concretamente in aiuto alla persone che necessitano di sostegno e ascolto contro l’omo-transfobia e si impegnino in campagne e servizi che riguardino la libertà e la salute sessuale”.

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