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Botte e sequestro del figlio gay a Padova: a processo genitori omofobi

Prima le botte, poi il sequestro del figlio e l’obbligo di andare a vivere dai parenti sul Mar Nero. Una storia di omofobia che se confermata sarebbe un caso di violenza che ha dell’in credibile. Al momento ci sarebbe la richiesta di processo per tre persone.

BOTTE E SEQUESTRO: OMOFOBIA A PADOVA

Secondo quanto riportato dal Messaggero i fatti sarebbero avvenuti nel maggio del 2016, a Padova. Una coppia di genitori, insieme a una terza persona, si sarebbero recati nell’appartamento padovano che il figlio condivideva col compagno. Lì, non accettando la sua omosessualità, lo hanno picchiato per poi costringerlo prima ad abbandonare gli studi e poi a trasferirsi a casa di parenti sul Mar Nero. Un caso di omofobia che, se venisse confermato in sede giudiziaria, sarebbe di particolare gravità.

LA VICENDA DAVANTI AL GUP

I genitori e la terza persona, tutti di origine bulgara, sono stati accusati di sequestro di persona, lesioni e violenza privata. La procura della Repubblica di Padova avrebbe chiesto il processo per la coppia e per il complice. Per ora la vicenda dovrebbe passare nelle mani del Gup, il giudice per le udienze preliminari. Dopo che il gup si sarà espresso si potranno avere maggiori notizie sulla vicenda e sulla sua evoluzione giudiziaria.

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