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Torino Pride: “La nostra città si è scoperta più violenta. I prossimi saremo noi”

“Da giovedì Torino è più povera e meno libera. Si è scoperta più violenta e meno solidale. Ha scoperto di voler marginalizzare la cultura del dissenso, l’autogestione, la diversità” con queste parole Coordinamento Torino Pride GLBT ha commentato la protesta dei centri sociali contro lo sgombero de l’Asilo, storico presidio anarchico nel quartiere Aurora. Gli occupanti avevano resistito all’operazione di polizia arrampicandosi sul tetto. In serata, invece, circa 250 manifestanti sono partiti in corteo dietro lo striscione «Contro un mondo di sorveglianza e paura, lotta dura». Lungo il percorso sono stati rovesciati cassonetti e lanciati oggetti contro la polizia, nel tentativo di avvicinarsi all’Asilo. Il corteo è stato caricato e la polizia ha effettuato almeno quattro fermi.

“Metodi violenti per soffocare il libero dissenso”

Il Coordinamento Torino Pride pur non entrando “nel merito dello sgombero” affida in una nota un parere sul metodo: “La violenza istituzionale” si legge “l’ingombrante presenza poliziesca hanno indotto e inducono paura, allarme e producono, nei fatti, enormi danni a tutto il tessuto sociale”
Parole dure vengono rivolte anche alla Sindaca Appendino e al ministero degli interni Matteo Salvini: “L’invasione di mezzi pubblici da parte di agenti della Polizia di Stato in assetto di guerra urbana per condurre ‘arresti preventivi’ di liberi cittadini che si stavano recando a un presidio del tutto pacifico per manifestare il proprio libero pensiero e la contrarietà alle prese di posizione della Sindaca di Torino in merito allo sgomberi” si legge “riveste caratteri d’ingiustificata e spropositata violenza, certo guidata da precise indicazioni politiche del Ministero dell’Interno, occupato a creare situazioni di tensione e a favorirne l’esplosione, in modo da giustificare l’uso di strumenti di coercizione”. Infine il Coordinamento pone l’accento sul “gravissimo atto di intimidazione neofascista messo in atto da Forza Nuova ai danni di Pulmino Verde ONLUS, realtà da tempo impegnata a sostenere nei fatti la vita e la dignità delle persone migranti che attraversano le alpi piemontesi”

“I prossimi a essere attaccati saremo noi”

E conclude: “I prossimi a essere attaccati, probabilmente, saremo noi. Sappiano tutti che ci troveranno pronte e pronti, con al fianco le migliori energie di questo territorio, antifasciste e attiviste. Nessuna e nessuno di noi tornerà a nascondersi o pensa di abbandonare la lotta. Parimenti non tolleriamo in nessun modo che rappresentanti di istituzioni o della forza pubblica utilizzino termini quali ‘prigionieri’ rivolti alle persone in stato di arresto”.

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