Torino, il bus no-gender non potrà fermarsi in città: revocati i permessi

Il Comune di Torino ha revocato il permesso per l’occupazione del suolo pubblico al cosiddetto “Bus della libertà” noto anche come “bus no-gender”.
A comunicarlo è l’assessore Marco Giusta tramite il suo profilo Facebook. L’autorizzazione era stata inizialmente concessa dagli uffici competenti, ma grazie a “informazioni errate nella domanda”.

Il messaggio di Giusta

“Grazie ad un amico stamattina scopriamo che domani a Torino il Bus della libertà (?) avrebbe voluto piazzarsi in Rondò Rivella – scrive Giusta -. Questo che vi allego è il comunicato stampa inviato oggi ai giornali, che indica le attività previste, tra le quali “denunciare la fortissima influenza della Lobby Lgbt sulle politiche comunali, incarnata dalla stessa presenza in Giunta dell’ex responsabile di Arcigay locale, nominato ideologicamente Assessore “alle famiglie”, nonché “scopo della campagna è sensibilizzare l’opinione pubblica, i media e la politica, soprattutto in questo periodo pre-elettorale”.

Il permesso revocato

A quel punto l’assessore ha verificato che i permessi ci fossero. “Abbiamo scoperto – spiega – che avevano fatto richiesta di suolo pubblico a nome di Citizengo parlando di “sensibilizzazione alla salute psicofisica dei bambini”. Ho quindi chiesto agli uffici di revocare il permesso del suolo pubblico”.
Perché?

“Omofobia e transfobia non hanno cittadinanza”

Giusta elenca le diverse ragioni alla base della sua decisione:

“hanno inviato informazioni errate nella domanda;
c’è una mozione (84 del 2017) approvata quasi all’unanimità dal consiglio comunale che impegna la giunta a non concedere spazi a organizzazioni omofobiche e transfobiche;
a Torino omofobia e transfobia non hanno cittadinanza;
I e le bambine hanno diritto a crescere in un ambiente non discriminatorio che possa essere pronto a tutte le sfumature delle diversità;
I e le bambine, e le loro famiglie, hanno diritto a ricevere una educazione corretta per sviluppare senso critico e percorsi di cittadinanza, non fake news ideologiche”.

Niente spazio pubblico, dunque, per chi manifesta contro questi principi. Non a Torino, quanto meno. E infatti Giusta chiude il suo post così: “Detto in altri termini: continuate pure il vostro viaggio, a Torino non c’è spazio per voi”. Prima di Torino, anche il comune di Napoli aveva negato il suolo pubblico all’autobus anti-gender.

Foglietta: “D’accordo con la revoca del permesso”

D’accordo con la decisione di Giusta anche la vicecapogruppo del Pd in consiglio comunale, Chiara Foglietta. “E’ giusto che il Comune abbia preso posizione contro questi millantatori che raccontano cose che non esistono – ha commentato Foglietta, che è anche un’attivista per i diritti delle persone lgbt -, basate su dati e ricerche false”. “Libertà di chi?” continua confermando che “l’assessore Giusta ha fatto bene a revocare il permesso”. “Su altre cose non abbiamo la stessa posizione ma sulle tematiche Lgbt io e lui siamo sempre d’accordo”, conclude.

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