Categorie: News

Il nuovo ministro della Giustizia degli Usa è un ex militare omofobo

Le prime nomine di Trump non fanno ben sperare. Se nei giorni scorsi è emersa la preoccupazione per la possibile nomina di Bill Pryor alla Corte Suprema, in queste ore il presidente statunitense eletto sta formando la sua squadra di ministri e stanno trapelando i primi nomi. La notizia è che ha scelto il senatore omofobo repubblicano dell’Alabama Jeff Sessions come Procuratore Generale (l’equivalente del nostro minisro della Giustizia). Sessantanove anni, Session era candidato alla vicepresidenza, ma alla fine Trump gli ha preferito Pence. Session, ex riservista dell’esercito, è noto per le sue posizioni anti-gay, razziste e misogine.

Nel 2006 votò a favore del Marriage Protection Amendament che avrebbe introdotto nella Costituzione il divieto per le persone dello stesso sesso di sposarsi, mentre nel 2010 votò contro l’abolizione del Don’t Ask Don’t Tell, la legge che vietava il coming out alle persone lgbt arruolate nelle forze armate. In ben due occasioni, inoltre, ha votato contro l’inserimento dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere tra le ragioni dei crimini di odio. Poco dopo la sentenza della Corte Suprema del 2015 con la quale il matrimonio per tutti è diventato legge in tutti gli Usa, Sessions commentò che gli omosessuali potevano “definisri sposati senza avere il riconoscimento legale”. Intervistato qualche giorno fa da Metro Weekly, David Stacy, uno dei dirigenti di Human Rights Campaign aveva definito la possibilità che Sessions diventasse Procuratore Generale “assolutamente terrificante” Nominato da Regan per il ruolo di giudice di una corte federale nel 1986, Session non vide rinnovare l’incarico alla scadenza perché emerse che aveva fatto dei commenti razzisti nei confronti di alcuni colleghi giudici.

Il deputato democratico dell’Illinois Luis Gutierrez, in un comunicato stampa, ha commentato: “Se avete nostalgia dei giorni in cui i neri dovevano stare calmi, i gay repressi, i migranti erano invisibili e le donne stavano in cucina, il senatore Jefferson Beauregard Sessions è l’uomo giusto. Nessun senatore si è battuto più strenuamente di lui contro le aspirazioni dei latini, dei migranti e dei neri del senatore Sessions”. Qualche tempo fa, Sessions finì al centro di una polemica per avere detto del Ku Klux Klan “Ok, finché non ho scoperto che usano marijuana”. Il senatore si scusò dicendo che era solo una battuta.

Condividi

Articoli recenti

La denuncia: “L’Egitto approfitta del coronavirus per isolare Zaki: non abbandoniamolo”

Tra gli effetti collaterali dell'attenzione estrema sul fenomeno coronavirus in Italia ce n'è uno a cui forse nessuno aveva pensato.…

25 febbraio 2020

Carnevale in Croazia: al rogo manichino di coppia gay con bimbo in braccio

Ferma la condanna del presidente croato. Gli organizzatori rivendicano il gesto: "Siamo conservatori".

25 febbraio 2020

Zaki in carcere per altri 15 giorni. Amnesty: “Decisione brutta e crudele”

Patrik Zki rimane in prigione. Nell'attesa udienza di oggi al tribunale di Mansoura, i giudici egiziani hanno deciso di prolungare…

22 febbraio 2020

Legge contro l’omo-transfobia: per Provita & Famiglia non c’è allarme sociale

L'associazione ultracattolica contro la legge in discussione in commissione.

20 febbraio 2020

Cirinnà scrive a Casellati: “Ci autorizzi una missione in Egitto per incontrare Zaky”

"Fateci andare in Egitto a incontrare Patrick Zaky e la sua famiglia". E' questa, in sintesi, la richiesta presentata oggi…

17 febbraio 2020

I giudici hanno deciso: Patrick Zaki resta in prigione

I giudici egiziani hanno respinto la richiesta di scarcerazione di Patrick Zaki, il giovane ricercatore arrestato al rientro dall'Italia dove…

15 febbraio 2020