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Coppia gay insultata a Pasquetta a Caserta: “Non siamo omofobi, ma ci sono i bambini”

“Noi non siamo omofobi ma qui ci sono dei bambini. Non sono cose da fare”. Con questa frase una donna sulla quarantina ha attaccato una coppia di ragazzi gay che aveva deciso di passare la Pasquetta ai campetti della Reggia di Caserta. I due erano sdraiati sull’erba e uno dei due aveva il mento appoggiato sul petto dell’altro che sonnecchiava al sole. Una scena innocua quanto naturale, per una coppia. Ma la signora non la pensava così.
A raccogliere la denuncia di Pietro (questo il nome di uno dei due ragazzi) è stata Arcigay Caserta che ha pubblicato la notizia sul proprio sito.

“Fate le vostre cose in bagno”

La tranquillità dei due ragazzi è stata improvvisamente interrotta dalle urla della donna che ha cominciato ad esclamare le sue frasi contro la coppia a voce alta, forse per cercare solidarietà dalle altre persone presenti sul posto.
A darle man forte è arrivato un uomo, forse il marito, che ha iniziato a gridare contro la coppia espressioni in dialetto. Secondo l’uomo, Pietro e il suo compagno avrebbero dovuto “richiudersi in un bagno per fare le loro cose”.

“Ci fissavano tutti”

Pietro, che non capiva a cosa i due si riferissero, ha chiesto quale fosse il problema. In cambio avrebbe ricevuto un’altra sequela di insulti. Umiliato dall’accaduto, Pietro non ha più risposto mentre l’uomo e la donna raccoglievano le loro cose per andare via. Nessuno, tra le altre persone che hanno assistito alla scena, è intervenuto a difesa dei ragazzi offesi e insultati. “Mi sono sentito in imbarazzo e tutti ci stavano fissando” ha raccontato Pietro al presidente di Arcigay Caserta Bernardo Diana.

“Raccogliete dettagli e denunciate”

“Davanti a questi fatti l’importante è restare calmi – commenta Diana – e non agitarsi e cercare di raccogliere quanti più dettagli possibili per denunciare e uscire dal silenzio e dall’invisibilità in cui vogliono relegarci queste persone. Aiuteremo la coppia a denunciare l’accaduto alle autorità competenti”.

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