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Conferenza sulla famiglia senza quelle Lgbt: pronta un’interrogazione parlamentare

Un’interrogazione parlamentare alla Presidenza del Consiglio per sapere perché Famiglie Arcobaleno e Rete dei Genitori Rainbow siano state escluse dalla Conferenza Nazionale sulla Famiglia in programma a Roma dal 26 al 28 settembre prossimi. La sta preparando Possibile che si è schierata accanto alle famiglie composte da genitori dello stesso sesso. “Troviamo inaccettabile l’esclusione dei rappresentanti della comunità LGBTI dalla Conferenza sulla famiglia – ha commentato la deputata Beatrice Brignone a Gaypost.it – e siamo già al lavoro per presentare una interrogazione al Governo per chiedere spiegazioni sui motivi dell’esclusione. Per quanto ci riguarda saremo sempre al fianco della comunità lgbti perché riteniamo che le loro battaglie siano urgenti e necessarie per costruire una società più giusta ed egualitaria”.

“Si parli di famiglie, non di famiglia”

“Ribadiamo che anche il titolo stesso della conferenza sia inappropriato – aggiunge Gianmarco Capogna, coordinatore del Gruppo Diritti LGBT di Possibile -: non si può parlare di famiglia quando è chiaro a tutti che intorno a noi esistono tante forme diverse di relazioni familiari. Sembra una sciocchezza ma è il caso di cominciare a parlare di FamigliE. La discriminazione passa anche dal linguaggio e dalla narrazione di questi temi”.
La polemica imperversa da ieri da quando, con una nota congiunta Famiglie Arcobaleno, Rete dei Genitori Rainbow e Agedo hanno denunciato l’esclusione dalla Conferenza.

Agedo invitata, ma senza parlare

In realtà, Agedo è stata invitata, come anche confermato dalla sottosegretaria Boschi, responsabile del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’associazione dei genitori delle persone Lgbt, però, non potrà intervenire durante i lavori ed ha condannato la scelta del Governo firmando la nota con le altre due associazioni.

Il tweet della sottosegretaria

In un tweet, Boschi ha dichiarato di avere invitato anche Arcigay che si occupa di famiglie ma anche di moltissimi altri temi a differenza delle associazioni escluse e del Forum delle associazioni familiari ampiamente rappresentato nell’Osservatorio nazionale sulla famiglia che organizza la conferenza insieme al governo.

Arcigay: “Auspichiamo apertura”

“Non so che criterio sia stato usato per scegliere le associazioni da invitare – spiega a Gaypost.it Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay -. Certo dispiace l’esclusione di Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow e auspichiamo che da qui all’inizio della conferenza si apra la possibilità per una loro partecipazione”. “Voglio comunque sottolineare – continua Piazzoni – che è positivo che per la prima volta abbiano ritenuto di inserire anche almeno queste due associazioni lgbt in un consesso in cui, nelle due volte precedenti invece, questo non era avvenuto”. “Per questa ragione – conclude – Arcigay si farà portatrice delle istanze delle famiglie Lgbt in quella sede”.

Gaycs: “La politica fa finta di non vedere”

Alle associazioni familiari lgbt è arrivata la solidarietà e il sosteno di Gaycs, l’associazione che si occupa di sport e discriminazioni omofobiche.”Nonostante le decine di sentenze che ormai riconosco di fatto le famiglie formate da persone dello stesso sesso e i loro figli, la politica fa ancora finta di non vedere – dichiara in una nota il presidente Adriano Bartolucci Proietti -. Oltre a discriminare le persone lgbti, il rifiuto di riconoscere la realtà delle famiglie omogenitoriali si ripercuote sui diritti dei più deboli, cioè dei bambini e delle bambine”. “A questo porta – conclude – l’intolleranza a cui stiamo assistendo in questi giorni anche con la ripresa delle cosiddette campagne “anti-gender”, a ledere il diritto essenziale di ogni minore a vedersi riconosciuta una famiglia che lo desideri e che lo ami”.

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