Categorie: News

Un’altra aggressione omofoba, questa volta a Parma

A meno di 24 ore dalla notizia dell’aggressione omofoba e fascista di Roma, dobbiamo darvi conto di un’altra violenza nei confronti di un ragazzo.
Questa volta il teatro dell’episodio è Parma dove nella notte tra lunedì 9 e martedì 10 aprile un giovane è stato. Prima è stato insultato con epiteti omofobi e poi picchiato.

Tutto è cominciato dopo un bacio

A riporta la notizia è ParmaToday secondo cui i fatti sono avvenuti nelle vicinanze di un locale di Via D’Azeglio.
Il sito riporta la testimonianza diretta di G. che la notte scorsa era con alcuni amici. Dopo un po’ un gruppo di altri ragazzi ha iniziato prima ad offenderli e poi hanno iniziato a picchiare G.
“Ieri sera mi trovavo in compagnia di un amico all’interno di un locale in via d’Azeglio che ogni tanto frequento – ha raccontato G. a ParmaToday -. L’atmosfera tra di noi era tranquilla e ad un certo punto abbiamo iniziato a baciarci. Un gruppetto di ragazzi, che si trovavano anche loro nel locale, hanno iniziato a insultarci con epiteti omofobi molto pesanti”. Nonostante i due avessero deciso di non reagire alle offese, la violenza è diventata da verbale a fisica.

Il pugno in faccia

“Uno di loro mi ha sferrato un pugno – racconta ancora il ragazzo -, che mi ha colpito al labbro, provocandomi una ferita”. G. era insieme anche ad altre tre persone, mentre gli aggressori erano in nove. Il ragazzo ha raccontato che, per giustificare la rabbia, uno dei nove avrebbe detto che “io avevo offerto da bere a una ragazza del loro gruppo ma ovviamente non era vero”. G, spiega infatti che “hanno insultato in quanto gay ed aggredito proprio per quel motivo”.

Il messaggio di Aula Tsunami

A denunciare l’accaduto è la pagina Facebook di Aula Tsunami, il collettivo studentesco di cui il ragazzo fa parte. Il collettivo ha pubblicato la foto del labbro spaccato di G. insieme ad un messaggio. Eccolo:

“A pochi giorni dal pestaggio di un ragazzo alla stazione Tiburtina di Roma da parte di un gruppo di naziskin, ieri sera durante una serata tranquilla tra amici un nostro compagno è stato aggredito per il solo motivo di esser gay. Pensiamo che questi non siano casi isolati, ma che siano un sintomo dell’ondata di intolleranza e xenofobia che ormai da qualche anno ha investito il nostro paese e che oggi più che mai è stata sdoganata anche a livello istituzionale. Chi fino a pochi anni fa si limitava a esprimere la propria ignoranza solo a parole, oggi si trova legittimato e sicuro di poter passare dalle parole alle azioni pensando di rimanere impunito. Da parte nostra non ci faremo intimidire e continueremo a contrastare l’omofobia e tutte le altre forme di xenofobia attraverso percorsi di sensibilizzazione, ma stando attenti anche a costruire un piano di autodifesa adeguato ai tempi che viviamo”.

(foto: Facebook – Aula Tsunami)

Condividi

Articoli recenti

“Zone libere” dalla comunità Lgbt: in Polonia arrivano le leggi antigay

Destra radicale e chiesa cattolica in prima linea contro le persone Lgbt. E scoppiano le violenze in Polonia.

22 gennaio 2020

Giornata della memoria, la comunità Lgbt+ ricorda le sue vittime

Oltre alla deportazione, l’Italia si macchiò anche della vergogna del Confino. Un'opera teatrale lo racconta.

20 gennaio 2020

Sinistra, gestazione per altri e diritti: un cammino lento nella direzione giusta

Riceviamo e pubblichiamo questa interessante riflessione del giurista Angelo Schillaci sul rapporto tra sinistra e diritti, partendo dal ri-acceso dibattito…

19 gennaio 2020

Bonetti: “Le adozioni per le coppie dello stesso sesso non sono in programma”

Le adozioni per le coppie dello stesso sesso non sono in programma. Lo ha dichiarato la ministra della Famiglia Elena…

18 gennaio 2020

Potenza, aggredita ragazza: “Vuoi fare il maschio? Le persone come te devono morire”

Aggredita mentre camminava per strada, insultata e pestata a suon di pugni. E' a Giulia Ventura, una trentenne di Potenza…

18 gennaio 2020

“Cosa succede quando dico a qualcuno che sono demisessuale”

Riceviamo e pubblichiamo la storia di F.G. un ragazzo demisessuale.

16 gennaio 2020