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Proud Boys, l’amore tra gay sconfigge l’odio dell’estrema destra americana

I proud boys sono un gruppo di estrema destra americano. Come riporta Il Post, «è uno dei movimenti più attivi dell’alt right, la nuova estrema destra americana». Tale movimento – razzista, misogino e armato – sostiene «la superiorità della civiltà occidentale» ed è animato da forti sentimenti islamofobi. Recentemente questo gruppo è finito al centro del dibattito, negli USA, per alcune dichiarazioni fatte dal presidente Trump e interpretate come a sostegno dei proud boys. Pronta, tuttavia, la reazione della società statunitense e – soprattutto – della comunità Lgbt+, che hanno ribaltato il significato di questa espressione.

Da “proud boys” a #ProudBoys

Bobby Berk e il suo compagno

La comunità arcobaleno degli Stati Uniti, infatti, ha preso di mira il gruppo di estrema destra, creando proprio l’hashtag #ProudBoys e accompagnandolo con immagini di uomini gay felici e orgogliosi del proprio stile di vita. Il termine “proud” in inglese significa, infatti, “orgoglioso” ed è strettamente connesso ad un termine ancora più in uso nella gay community: pride. Così, migliaia di foto con uomini innamorati o felici con le loro famiglie hanno invaso i social. #ProudBoys, quindi, si è identificato non più con l’estrema destra, bensì con il mondo Lgbt+.

Le reazioni della società

Nell’America del Nord, intanto, l’iniziativa è stata sposata da personaggi pubblici e istituzioni. Così «Bobby Berk» leggiamo ancora su Il Post, «protagonista del popolare programma di Netflix “Queer Eye” ha ad esempio twittato una sua foto accanto al marito chiedendo di trasformare #ProudBoys in un hashtag sull’amore e non sull’odio». E pure l’account ufficiale dell’Esercito del Canada negli Stati Uniti, su Twitter, ha pubblicato l’immagine di un soldato che bacia il suo compagno, accompagnandolo sia con la bandiera canadese, sia con il rainbow.

Il termine hijacked

Questo processo viene definito, nel linguaggio tecnico, hijacked ovvero “dirottato”. Dirottamento che si configura come un vero e proprio ribaltamento semantico che ha fatto di una terminologia dell’odio e della prevaricazione un simbolo dell’amore tra uomini gay.

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