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L’Immigrazione statunitense tiene in custodia 111 persone trans migranti

Sarebbero 111 le persone trans migranti tenute in custodia negli Usa dall’ICE (Immigration and Customs Enforcement). Lo ha dichiarato la stessa portavoce dell’ICE, Danelle Bennett, secondo cui oltre 100 “individui che si autodefiniscono transgender” sono trattenute in 20 differenti strutture in tutti gli Usa. Di queste 45 donne trans si trovano al South Texas Detention Complex, una struttura privata che si trova 55 miglia a sudovest di San Antonio.
Altre, stando a quanto riferisce il Washington Blade, si trovano al Cibola County Correctional Center, nel New Mexico, dove c’è un reparto riservato ai detenuti e alle detenute trans.

La storia di Roxsana Hernández

Quest’ultimo centro, ricorda GSN, è diventato famoso lo scorso anno come il posto in cui la donna trans dell’Honduras, Roxsana Hernández, rimase detenuta prima di morire nel vicino ospedale. La comunità lgbt e gli attivisti insorsero denunciando che Roxsana, che aveva 33 anni ed era sieropositiva, era morta per cause evitabili e prevenibili.

L’autopsia

L’autopsia diede loro altri elementi: i medici legali rilevarono che la donna era stata percossa prima di morire.
Tom Udall, Martin Heinrich e Kamala Harris, tre sentori democratici, scrissero una lettera al centro chiedendo spiegazioni sulla morte di Roxsana. Nel referto del Lovelace Medical Center, infatti, c’era scritto che la causa della morte della donna. “Il Transgender Law Center – scrivevano i senatori nella lettera – ha un’autopsia realizzata in modo indipendente che evidenziano gravi complicazioni di una disidratazione oltre all’infezione da HIV e suggerisce anche che la signora Hernández è stata colpita con un manganello o qualcosa di simile mentre era ammanettata”.
Bennett negò queste accuse.

L’incubo dei migranti lgbt

La notizia diffusa da Bennett sul numero di persone trans in custodia dell’ICE riaccende il dibattito sulle discriminazioni da cui scappano le persone lgbt sudamericane. Le associazioni lgbt statunitensi denunciano da tempo che sono tante le persone lgbt tra i richiedenti asilo che sono trattenute o bloccate ai confini sud degli Usa. Specialmente, l’allarme riguarda le persone trans che scappano dai paesi in cui, stando ai report annuali, il tasso di omicidi ed episodi di discriminazione ai danni proprio di trans.
Il governo, però, ha intensificato i controlli e i respingimenti ai confini con il Messico, quelli su cui Trump vuole costruire il famigerato muro, uno dei cavalli di battaglia della sua campagna elettorale.

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