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Coronavirus, la campagna per il sostegno alle persone Lgbt+ durante l’isolamento

Il coronavirus ci obbliga a casa, consegnandoci alla noia e agli spazi ristretti. Ciò vale per chi non ha la fortuna di vivere in ampi appartamenti o in case con spazi verdi. Il coronavirus rischia di condannare alla solitudine e all’isolamento proprio i soggetti più vulnerabili. A cominciare dalle persone Lgbt+ che hanno l’esigenza di essere in contatto con chi può capirne i problemi. Pensiamo, ad esempio, agli/lle adolescenti che vivono con genitori omofobi. Così il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ha lanciato una iniziativa per sostenere le persone che  hanno bisogno di aiuto.

I numeri a cui potersi rivolgere

«Per rispondere a questa esigenza» si legge in una nota del Circolo «è stato potenziato il servizio di accoglienza e di assistenza che il Mieli offre da anni attraverso la linea telefonica della Rainbow Line. Nel rispetto della sicurezza di operatori, professionisti ed utenti dei servizi offerti, sarà possibile continuare a chiamare il numero verde 800110611 oppure il numero +39 3487708437 e ricevere a distanza assistenza psicologica, legale e informazioni sulle infezioni sessualmente trasmesse e sui servizi di prevenzione e salute che il Mieli continua ad offrire in collaborazione con le istituzioni».

Il video dell’iniziativa sul coronavirus

Per lanciare l’iniziativa l’associazione ha prodotto un video con collaborazione di «molti volti autorevoli del mondo dello spettacolo, della politica e della cultura italiana». Tra questi, ricordiamo Vladimir Luxuria, l’attrice Anna Foglietta, il comico Daniele Gattano, il presentatore Fabio Canino e l’attrice Chiara Francini per quanto riguarda il mondo dello spettacolo. Per la politica, invece, troviamo i volti dellaa senatrice Monica Cirinnà e di Mattia Santori, il leader delle 6000 Sardine.

Non lasciare indietro nessuno

E così commenta l’iniziativa il presidente del Mieli, Sebastiano Secci: «In questi giorni tutte e tutti siamo chiamati a stare responsabilmente a casa. È tuttavia nostro dovere pensare a chi non ha una casa in cui stare o chi in quella stessa casa subisce discriminazione o violenza e vive in situazioni di disagio che necessita di supporto professionale e assistenza». Per tale ragione, continua Secci, si è pensato di potenziare la Rainbow Line: «Questi sono giorni difficili, non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno».

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