Categorie: Rainbow

Cinque anni, due mesi e 10 giorni per essere ufficialmente famiglia

Cinque anni, due mesi e 10 giorni.
Questo il tempo trascorso dal giorno della nascita di Luca a quello in cui, finalmente anche per lo Stato Italiano è stato riconosciuto come figlio di Sergio.
Riuscite a immaginare cosa sia significato che per tutto quel tempo, qui in Italia, mio marito non era legalmente nessuno per Luca prima e poi anche Alice?
Riuscite a immaginare cosa sia significato, per me, sentire addosso la responsabilità di essere l’unico genitore per legge, sperare di non morire, di non divorziare, che i nostri figli non dovessero finire in ospedale mentre erano con l’altro papà, fare deleghe e file inutili, ingoiare rospi?

Le nostre facce, le nostre vite

Cinque anni, due mesi e 10 giorni
In cui non siamo rimasti con le mani in mano.
In cui ci siamo esposti, mettendoci le nostre facce, la nostra storia, le nostre vite, anche quando era faticoso o doloroso, anche quando non avremmo voluto, anche tutte le volte in cui dovevi sorridere ma ti sentivi morire dentro.

Cinque anni, due mesi e 10 giorni di lotta.
Con in mano l’arma più temibile: la nostra felicità, i nostri sorrisi, la nostra quotidianità.
Perché non c’è nulla di più forte che essere felici e lasciarsi scivolare tutte le brutture addosso.

La vita più forte di tutto

Eppure, adesso che tutto è finito, non mi ricordo della fatica della lotta o dei momenti di sconforto.
Adesso che tutto è finito quello che mi resta è solo quello che c’è stato nel mezzo.
La vita che scorreva, bellissima e prorompente, più forte di tutto.
Una rete di solidarietà fatta di amicizie vere, di persone che hanno amato Alice e Luca in modo totale, proteggendoli all’occorrenza.
E resta la mia bella famiglia, ormai davvero una famiglia come tutte le altre, con tutti i suoi progetti per il futuro e tutta la vita davanti.
Restano Alice e Luca, che amo come mai avrei potuto immaginare.

L’ultimo post

Questo post è anche un arrivederci.
Perché è l’ultimo post del blog “Luca ha due papà“.
Sono stati 4 anni e mezzo bellissimi, che mi hanno permesso di raggiungere tante e tanti di voi, e che personalmente mi hanno dato molto più di quello che ho potuto dare voi: affetto, parole di incoraggiamento, tanto amore per me e per i nostri figli.
Continuerò a scrivere su Gaypost.it con la mia firma, e continuerò a raccontare della mia famiglia sui social (e in particolare su Instagram).
Ma adesso che Luca e Alice hanno due papà anche per la legge italiana è tempo di chiudere questa pagina di diario e andare avanti.

Grazie per questo pezzo di strada fatto insieme!

Condividi
Pubblicato da

Articoli recenti

Negò il congedo parentale a madre sociale: il tribunale di Milano dà ragione alla donna

Il tribunale del lavoro dà ragione alla madre sociale: è nell'interesse del minore.

30 novembre 2020

Riconoscimento di due mamme, un aggiornamento dopo il caso di Brescia

Si apre uno spiraglio per le mamme arcobaleno italiane. Ecco perché.

29 novembre 2020

Panchine arcobaleno vandalizzate a Roma: “Il tricolore usato come simbolo di vendetta”

Il tricolore usato per un atto vandalico. E contro la comunità Lgbt+ romana. La condanna…

28 novembre 2020

La poesia che chiede: “La domanda della sete” di Chandra Livia Candiani

La recensione di Erica Donzella a "La domanda della sete", opera poetica pubblicata per Einaudi.

21 novembre 2020

TDoR 2020: 350 persone trans uccise nell’ultimo anno. E il Covid-19 ha peggiorato la situazione

In occasione della Giornata Internazionale della Memoria delle persone Trans (TDoR) che si celebra ogni…

20 novembre 2020

Catania, strada intitolata a Don Benzi: Arcigay insorge, al via la petizione on line

Su All Out la petizione di Arcigay Catania, contro l'intitolazione della strada al prete omofobo.

19 novembre 2020