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Bologna: un altro sì ad una stepchild adoption e il giudice asseconda la richiesta del bimbo

Un’altra sentenza positiva per un caso di stepchild adoption è stata emessa nei giorni scorsi a Bologna dal Tribunale per i minorenni presieduto dal Dott. Giuseppe Spadaro, estensore della sentenza. A festeggiare una coppia di mamme della provincia bolognese, Cristina e Micaela, e il loro bimbo (R.J., che a febbraio compirà 8 anni), che finalmente si vedono riconosciuto anche dallo Stato lo status di famiglia.

L’interesse del minore e il diritto alla vita familiare

Nato grazie a fecondazione eterologa in Spagna, il bimbo era ufficialmente solo figlio della donna che lo ha partorito. La sentenza del Tribunale per i Minori di Bologna ha riconosciuto il ruolo genitoriale della madre sociale sostanzialmente con motivazioni analoghe ai precedenti casi.
Focus della decisione del giudice è infatti il best interest del minore” che si assicura con “il riconoscimento dello status di figlio e il suo diritto a vivere una vita familiare, oltre che con il genitore biologico, anche con quello che lo ha accudito, cresciuto e “curato” fin dalla sua nascita e per un consistente lasso di tempo”. Torna dunque il riferimento all’art. 8 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali della CEDU e  anche quello alla legge sulle unioni civili, cui la coppia peraltro ha fatto ricorso nel maggio 2017.

Il rispetto della personalità in formazione del minore

La decisione ha comunque un importante carattere di novità rispetto alle precedenti: il Collegio, infatti, ha accolto la richiesta espressa dal minore di mantenere il proprio cognome senza aggiungere anche quello della madre sociale. Come si legge nella sentenza “nonostante la tenera età, R.J. si è mostrato perfettamente consapevole del proprio status di figlio di una coppia omogenitoriale, vivendo tale condizione con estrema naturalezza e non ravvisando la necessità di dare ulteriore legittimazione al ruolo della sig.ra B.“.
Il Collegio dunque, ricordando che “il cognome è una parte essenziale ed irrinunciabile della personalità che, per tale ragione, gode di tutela di rilievo costituzionale” ha deciso di accogliere la richiesta del bambino per “perseguire il precipuo interesse del minore e nel rispetto della sua personalità in formazione“.

L’avvocato Giarratano: “un’ulteriore conferma di grande attenzione e sensibilità”

Esprime grande soddisfazione Michele Giarratano, avvocato del gruppo legale di Famiglie Arcobaleno, che ha assistito la coppia.
Con questa decisione, che si inserisce nel solco delle precedenti” – commenta Giarratano – “il Tribunale per i minorenni di Bologna, e il suo Presidente, confermano grande attenzione e grande sensibilità per i diritti dei minori e il loro best interest, e la questione sul cognome e sul rispetto della sua personalità in formazione ne sono certamente la riprova“.
La coppia, sentita telefonicamente, ringrazia il legale che le ha assistite e si dice molto emozionata: “sono felice che R.J. abbia finalmente due genitori anche per lo Stato” – commenta mamma Micaela – “e sollevata che finalmente anche mia moglie Cristina abbia i miei stessi diritti e doveri“.

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