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Reggio Emilia, la locandina della festa del Pride finisce in un’interrogazione: “È blasfema”

A Reggio Emilia non accennano a placarsi le polemiche a pochi giorni dal Pride che il 3 giugno porterà in strada la gay community per la prima volta nella storia della città. Dopo le intimidazioni a Don Cugino e la processione “di riparazione” organizzata da un comitato nato appositamente, la questione finisce in un’interrogazione presentata in consiglio comunale dal capogruppo di Forza Italia. Oggetto della contestazione, la locandina scelta per promuovere la festa conclusiva del Pride. Gli organizzatori hanno infatti utilizzato l’immagine che, prendendo spunto dall’immagine scelta per la processione, la ripropone in chiave satirica con tanto di glitter e arcobaleni.

L’interrogazione di Forza Italia

Nell’interrogazione, il consigliere Giuseppe Pagliani accusa un altro consigliere, il dem Dario De Lucia, e il presidente di Arcigay Alberto Nicolini, di blasfemia. Lo scenario sarebbe la bacheca Facebook di De Lucia “tribuna privilegiata per il dileggio” della processione arrivando a proferire “bestemmie e blasfemie all’indirizzo di Gesù Cristo”. Il consigliere si spinge a chiedere al sindaco di “censurare le blasfemie pubblicato su facebook dal consigliere PD Dario De Lucia”, dato che il comune ha concesso il patrocinio al Pride.
Ma secondo Pagliani “il culmine viene raggiunto il 21 maggio, quando sul profilo del De Lucia compare la locandina blasfema di una “festa di ri-riparazione dei peccati”, “festa ufficiale del REmilia pride” recita il testo, presso il circolo ARCI Tunnel. Festa che fa dunque parte a pieno titolo del pride, realizzato grazie alla collaborazione del Comune di Reggio Emilia”.

“Blasfema e oscena”

L’immagine è quella di cui dicevamo prima: la rivisitazione in chiave rainbow del quadro di William-Adolphe Bouguereau intitolato “La flagellazione”.
Una rivisitazione che per Pagliani è stata “ottenuta modificando in senso irridente e osceno” e che il consigliere giudica “blasfema” e questo porrebbe il comune, che ha dato il patrocinio al Pride, nella posizione di chi approva bestemmie e blasfemia.
Al sindaco viene chiesto in cosa consista il patrocinio e se è a conoscenza della locandina della festa finale.

“Noi andiamo avanti”

De Lucia ha risposto sul suo profilo Facebook, lo stesso accusato di blasfemia. “Oggi sulla Gazzetta di Reggio in una stessa pagina potete trovare un articolo dal titolo “De Lucia, laico bullo e mangiapreti” e un secondo dal titolo “De Lucia, marxista che va spesso in Curia”. In un terzo riprendono il documento presentato da Beppe Pagliani di Forza Italia dove mi definisce blasfemo e chiede di censurare il mio profilo facebook – scrive il consigliere dem -.
Sempre più vette altissime ma noi andiamo avanti con il REmilia Pride – Sì, lo vogliamo! oggi dalle 18.00 parliamo di disabilità e sesso in La Polveriera, dopo segue aperitivo e la festa fino a mezzanotte!”.

“Dovrebbe interrogare la propria coscienza”

Il presidente di Arcigay Reggio Emilia Alberto Nicolini, dal canto suo, ricorda che sulla locandina della festa non compare il simbolo del Comune. “È quasi comico che un rappresentante di Forza Italia faccia la morale agli altri sull’uso improprio di simboli religiosi – ha commentato Nicolini raggiunto da Gaypost.it -. Seriamente, chi trova più offensiva un’immagine rielaborata, in cui una scena di tortura scompare e diventa un momento di festa colorata, rispetto alle punizioni corporali che accadono anche in questi giorni in paesi come l’Indonesia, dovrebbe fare un’interrogazione alla propria coscienza”.

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