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Il centrodestra contro il Pavia Pride: “È una buffonata”

Il pride è “una buffonata” e “le priorità della città sono altre”. Puntuali come un orologio svizzero, subito dopo l’annuncio degli eventi legati alla giornata dell’orgoglio lgbt, arrivano anche le polemiche. Questa volta il teatro è Pavia che il prossimo 11 giugno ospiterà il suo secondo Pride con il patrocinio del comune, annunciato in conferenza stampa dal sindaco e due assessori. Ad animare le polemiche è Rodolfo Faldini, consigliere comunale della lista di centrodestra Pavia per Cattaneo e attivista anti-gender (perdonate la semplificazione) della prima ora. Intervistato dal TG di TelePavia, Faldini si è scagliato contro il patrocinio e la manifestazione definendola, appunto, “un carnevale fuori stagione”. Per Faldini il pride non è una priorità come la cura del verde pubblico.

Un’immagine del Pavia Pride 2015

Le critiche riguardano anche il fatto che la conferenza stampa si è tenuta in uno dei locali del comune a Palazzo Mezzabarba. “Faldini, già noto promotore di conferenze contro il fantomatico gender, probabilmente è convinto che la priorità, per Pavia, sia ascoltare i relatori da lui invitati (e ospitati in una sala che appartiene a tutti cittadini pavesi – compresi quelli omosessuali) – si legge in una nota del circolo Arcigay Pavia “Coming-Aut” -, i quali hanno spiegato che “l’Onu e l’Unione Europea stanno tramando un complotto per distruggere la famiglia”, complotto al quale “partecipa anche la sig.ra Barbara D’Urso”. Rivolgiamo a Faldini un appello accorato: provi a cercare sul dizionario tanto la voce “priorità”, quanto la voce “buffonata”. A Faldini fa eco il consigliere di NCD Nicola Niutta che polemizza soprattutto sull’uso della sala comunale per la conferenza stampa.

Dalla maggioranza, invece, si tenta di smorzare la polemica ricordando che il patrocinio è gratuito e che, quindi, non comporta spese per l’amministrazione. Ma il vicecapogruppo del Pd Michele Lissia che spiega di essere “per la serietà e la sobrietà” e auspica una manifestazione che rispetti questi canoni.
“Priorità per Pavia, e per ogni città che si voglia definire civile – risponde Niccolò Angelini, presidente di Arcigay Pavia -, è che ogni minoranza abbia il diritto di manifestare liberamente, dentro e fuori dal comune, nelle piazze, nelle strade. Il Pavia Pride 2016 è dedicato al tema del coming out, quindi, rispondendo agli insulti omofobi dell’ultima ora, il nostro pensiero va a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi che stanno lottando con se stessi per trovare il proprio spazio di identità e di libertà. Queste dichiarazioni politiche feriscono soprattutto loro”.
“A chi vorrebbe un Pride sobrio e incravattato – conclude Angelini -, ricordo invece che la comunità omo-transessuale non discrimina sulla base dell’abbigliamento, che la morale della giacca e della cravatta è roba vecchia, falsa e superata: al Pavia Pride saranno benvenute le giacche, le cravatte e anche le piume e i boa di struzzo: sarà una festa di tutti e per tutti”.

Ecco il video con le dichiarazioni dei tre consiglieri comunali, dal minuto 19:23 in poi.

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