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India: la Corte Suprema rivedrà la legge che criminalizza il sesso gay

L’articolo 377 del codice penale indiano criminalizza i “rapporti carnali contro l’ordine della natura con qualsiasi uomo, donna o animale”. E’ la legge che punisce con pene fino all’ergastolo le persone omosessuali. Oggi la Corte Suprema ha annunciato che riesaminerà il testo per verificane la validità. La legge, che come nel caso del Ghana è eredità dell’epoca coloniale del Regno Unito, sarà rivista entro ottobre di quest’anno.
La Corte ha deciso di prendere in esame la legge perché ha verificato che dal 2013 ad oggi è stata applicata in meno di 200 casi contro le persone omosessuali. Gli attivisti sostengono che è più spesso utilizzata contro gli abusi nei confronti dei bambini con circa 1347 casi solo nel 2015.
Di contro, è spesso utilizzata per intimidire le persone LGBT e per limitare l’accesso al sistema sanitario da parte delle persone con HIV.

I limiti della legge e le scelte personali

“Una parte di popolazione o individui che esercitano la loro scelta non dovrebbero mai vivere nella paura – ha dichiarato la Corte -. La scelta non può oltrepassare i limiti della legge, ma i confini di una legge non possono calpestare o ridurre il diritto di ogni individuo stabilito dall’articolo 21 della Costituzione”. L’articolo richiamato stabilisce il diritto alla privacy.
Quella della messa al bando del sesso omosessuale, in India, è una storia tormentata. Un’alta corte di Delhi la eliminò nel 2009, ma qualche anno dopo fu proprio la Corte Suprema a reinserirla. Per questa decisione, l’India ricevette anche la condanna delle Nazioni Unite.

“Una buona notizia”

I commentatori e gli esperti ritengono che la decisione della Corte Suprema di riesaminare la legge sia una buona notizia perché i giudici non possono che tornare sui loro passi e abolire qualsiasi divieto di atti sessuali tra persone dello stesso sesso.
Una sentenza dello scorso anno, ad esempio, stabilì che “l’orientamento sessuale è una caratteristica essenziale tutelata dalla privacy”.
In quell’occasione, i giudici scrissero che “la discriminazione contro una persona sulla base dell’orientamento sessuale è profondamente offensiva della dignità e dell’autostima di una persona”.

(Foto: Pinknews)

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