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Giamaica, stupri “correttivi”: così si “curano” le lesbiche

“Stupri correttivi”. Così delle donne lesbiche prigioniere in Jamaica venivano “curate” dalla loro sessualità secondo quanto riportato da Carla Moore, professoressa dell’università delle Indie occidentali che ha raccontato le esperienze delle persone Lgbtiq nelle prigioni giamaicane.

“Le donne devono affrontare spesso stupri correttivi. È convinzione diffusa che se sei lesbica e vieni stuprata, diventi etero” l’indagine ha riguardato le prigione di massima sicurezza nella città Kingston, Jamaica, tra aprile e novembre 2018.

Gay e trans in isolamento

Un altro destino è invece riservato alle persone gay e transessuali costrette all’isolamento, come racconta Moore: “Il livello di omofobia e transfobia è cos alto che neanche gli altri detenuti hanno intenzione di condividere lo spazio con le persone gay e trans.
Esperienze, racconti di vita che arrivano dal Tower Street Adult Correctional Centre dove su 1800 detenuti 300 sarebbero le persone identificate come LGBTI.

Accettazione a piccoli passi

Nonostante questo la Giamaica si trova a un punto di svolta
‘”C’è stato un tempo dove per le persone LGBT era impossibile esistere alla luce del sole. Il paese sta facendo dei passi avanti” ha dichiarato Carla Moore.
“Gli interventi da parte delle organizzazioni LGBT hanno portato ad un maggior . grado di accettazione ma anche di pericolosità’
La ricerca è stata portata avanti dall’Istituto inter-americano per i diritti umani (IIDH), con sede in Costa Rica,

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