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Genova, il bimbo ha due mamme: tribunale sconfessa sindaco Bucci

Il sindaco Bucci si era rifiutato, ma adesso non potrà che prendere atto della decisione del Tribunale di Genova: quel bimbo ha due mamme. Così ha stabilito la IV sezione civile del Tribunale del capoluogo ligure a cui le due donne si sono rivolte dopo il no del primo cittadino. Bucci non solo si è rifiutato di registrare la seconda mamma, ma si è anche costituito parte civile nella causa che la coppia ha intentato contro il Comune.

Come è nata la questione

Il piccolo, nato a Genova, è stato concepito grazie alla fecondazione eterologa eseguita all’estero, dov’è consentita anche alle coppie di donne. Come accade per le coppie eterosessuali in Italia, la madre non biologica del bambino ha firmato un consenso informato. È un documento che si compila quando la coppia accede alla fecondazione eterologa con il quale il genitore non biologico dichiara di avere deciso insieme alla partner di ricorrere a questa pratica e di volere, insieme a lei, il figlio che nascerà. Per la legge italiana, questo documento inchioda il padre (perché in Italia possono farlo solo le coppie etero) al suo ruolo di genitore. Non può, cioè, tirarsi indietro solo perché non c’è legame biologico col piccolo. E proprio sulla base di questo principio le due mamme hanno chiesto al Comune di Genova di essere riconosciute entrambe.

Il rifiuto del sindaco Bucci

Il Sindaco, però, non ha sentito ragione, al contrario di altri sindaci che, invece, registrano entrambe le mamme. Perché, vale la pena ricordarlo, non esiste una legge che lo vieti. Con in tasca il rifiuto di Bucci, le due donne assistite dalle avvocate Ilaria Gibelli e Elena Fiorini, si sono rivolte al giudice. Ed hanno avuto ragione. Una scelta necessaria non per i diritti delle mamme, ma per quelli del bambino. In questo modo, infatti, qualsiasi cosa dovesse succedere alla madre biologica o in caso di rottura del rapporto tra le due donne, lui non avrà conseguenze legali. Per le giudici che hanno scritto la sentenza, “assume importanza centrale la consapevole assunzione di responsabilità genitoriale all’atto di intraprendere un percorso di procreazione assistita”. Ragione per cui anche la madre non biologica deve essere riconosciuta come genitore.

Riconosciuto il bene superiore del bambino

“Siamo molto contente perché dopo Pistoia e Bologna, viene riconosciuta la gneitorialità alla nascita di due mamme – dichiara a Gaypost.it l’avvocata Gibelli –. Si ribalta la posizione delle istituzioni mettendo al centro non l’interpretazione di una norma, ma l’interesse del minore e il suo diritto ad essere riconosicuto all’interno del contesto familiare in cui è nato e crsesciuto. E viene anche riconosciuto il progetto genitoriale di cui il bambino fa parte. Questa sentenza, inoltre, afferma la personalità del piccolo nei confronti anche di tutte le persone che gli vivono intorno, a partire dai nonni che sono figure importantissime”. “Come sempre – conclude Gibelli – i giudici precedono le decisioni che le istituzioni non prendono. I tribunali non fanno altro che dare atto di una realtà che è cambiata e del fatto che il concetto di genitorialità non dipende dal dato biologico”.


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