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Accusato di “baci concupiscenti” contro le Sentinelle in Piedi: assolto attivista gay perugino

Si baciarono, come forma di protesta durante un raduno in piazza delle Sentinelle in Piedi. Per questo vennero denunciati e nella denuncia si leggeva che quello tra loro due era stato un “bacio concupiscente”. Ieri la giudice Alessandra Grimaccia di Perugia ha assolto Stefano Bucaioni (ora presidente dell’associazione Omphalos lgbti) che secondo alcuni era colpevole di avere baciato suo marito Antonio Fabrizio.

I fatti

Era il 29 marzo 2014, l’inizio della stagione delle veglie di lettura silenziosa che le Sentinelle in Piedi organizzarono in tutta Italia per protestare con il disegno di legge contro l’omofobia, mai diventato legge, e contro le unioni civili.
In una piazza di Perugia alcuni attivisti e attiviste decisero di contestare la manifestazione discriminatoria. Una protesta pacifica, fatta di ombrelli colorati, qualche slogan e, appunto, dei baci.

Ecco il video di quel giorno:

Quei baci divennero l’alibi per denunciare la coppia per “disturbo della quiete pubblica”. Sul verbale redatto dalla Digos si leggeva: “Avvicinandosi ad altro individuo di sesso maschile si esibiva in un prolungato e concupiscente bacio sulla bocca con lo stesso nel bel mezzo di Corso Vannucci ed in presenza di numerose famiglie con bambini e ragazzi molti dei quali minorenni che in quel momento affollavano il centro cittadino lasciando i passanti disgustati da tale dimostrazione”.

Un bacio non è reato

Insomma davanti ad una manifestazione che voleva negare dignità alle coppie dello stesso sesso, un bacio tra due uomini diventava un’indecenza.
Ieri, dopo più di quattro anni, la sentenza: assolti per non aver commesso il fatto. Cioè per non avere “disturbato la quiete pubblica”. Quindi il bacio non è disturbo della quiete pubblica e non è reato.
Una buona notizia, ma solo in parte.

Un’assoluzione a metà

Perché la stessa giudice ha, invece, condannato altre due attiviste. Michela e Roberta, quel giorno, nella stessa circostanza, urlarono “fascisti” alle Sentinelle in Piedi. Una condanna che appare paradossale, in attesa di leggerne le motivazioni, nel paese in cui nessuno procede contro i raduni che inneggiano al fascismo.

“Ieri la giudice del Tribunale di Perugia ha pronunciato la sentenza di piena assoluzione nel processo che mi vedeva imputato insieme ad altre attiviste e attivisti per aver contestato con “baci concupiscenti”, “ombrellini colorati” e “vestiti appariscenti” la manifestazione apertamente omofoba delle Sentinelle in Piedi – scrive Bucaioni su Facebook -. Ieri la giudice del Tribunale di Perugia ha pronunciato la sentenza di piena assoluzione, ma io mi sento comunque condannato. Mi sento condannato perché due delle compagne attiviste che erano in piazza con noi quel giorno sono state invece ritenute colpevoli. Colpevoli di aver urlato contro quella manifestazione l’unico aggettivo che davvero si meritavano: fascista! Perché fascista è chi chiede di limitare diritti e libertà di una minoranza. Fascista è chi, in nome di una maggioranza ritenuta migliore, chiede la libertà di continuare a perpetrare discriminazioni e violenze. La mia completa solidarietà a Michela e Roberta, perché insieme a loro siamo tutte condannate”.

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