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Cos’è il Folsom Europe, intervista a Mr. Leather Italia 2018

Dal 5 al 9 settembre 2018, a Berlino va in scena il Folsom Europe, il più importante evento fetish gay d’Europa. Per il mio battesimo nella capitale tedesca avrei potuto organizzare un tour dei monumenti principali (dalla Porta di Brandeburgo al Memoriale dell’Olocausto). Ho invece scelto di circondarmi da uomini avvolti nella gomma, cagnolini umani in quello che potremmo definire un raduno di motociclisti ricoperti di giacche in pelle, ma senza moto al seguito. Per chiarirmi le idee ho chiesto aiuto a Mr. Leather Italia 2018. Al telefono mi risponde Tommaso, 33 anni, bresciano e una precoce passione per la pelle.

Che tempo farà a Berlino?
Fa freschetto. Al Folsom fa sempre freschetto però ci sta perché così si può mettere la giacca di pelle.

Deve fare un bel caldo là sotto. E anche i ragazzi in gomma…
In realtà, la gomma è stranissima: tiene freddo d’inverno e caldo d’estate. Dal punto di vista termico è pessima. Considera che questa estate ho fatto tutti i pride in full leather quindi ho dovuto sopportare anche io il caldo.

A proposito di pride, pensi che ci sia una forma di stigmatizzazione da parte della comunità lgbt nei confronti del mondo fetish?
Sicuramente l’ho percepito in passato. C’è stato un miglioramento nei rapporti anche perché i feticisti fanno la loro parte per farsi apprezzare e conoscere. Il fatto che al Pride ci sia sempre una presenza fetish è importante: conoscendoci, la gente supera la diffidenza.

Ti definisci leatherman, che cosa significa?
Un leatherman è un uomo che si sente appagato nel vestirsi in pelle: pantaloni, stivali, giacca, camicia e guanti.

Essere leatherman significa necessariamente essere feticisti?
Le due cose sono strettamente correlate. La passione per la pelle è considerata una declinazione del feticismo. Anche perché, dal mio punto di vista, la madre dei feticismi è la pelle, poi ce ne sono altri come la gomma, il neoprene e tante altre cose.

Il mondo leather è limitato al mondo gay?
No, c’è anche nel mondo etero ma non so dirti quanto possa essere sviluppato.

Come hai realizzato di avere questa passione?
Ho avuto la fortuna di avere un padre motociclista quindi, in casa mia, fin da bambino, c’era tutto quello che serviva per avere una vita da leatherman: pantaloni, stivali, giacche da moto e quant’altro. Mi ricordo quando andavamo nella casa sul lago: spesso queste cose rimanevano in giro e io avevo modo vederle, sentirne l’odore, percepirle, provarle. Credo di aver compreso la mia passione per la pelle prima dell’orientamento sessuale in sè per sè.

Hai fatto due coming out: uno come gay e uno come amante della pelle?
No, ho fatto tutto insieme. In realtà, è stato mio padre che mi ha chiesto se fossi gay quando avevo sedici anni: ho risposto “sì”. Lo aveva intuito per le cose da leatherman che vedeva girare per casa.

Quindi sei dichiarato anche nella vita di tutti i giorni…
Be’… che sia gay è risaputo. Poi vivo la mia passione leather anche all’esterno della sfera strettamente sessuale quindi capita spesso di uscire con amici completamente o parzialmente in pelle. All’inizio mi guardavano un po’ straniti perché, in effetti, l’aspetto leather cozza un po’ con la mia figura professionale per la quale mi vesto un po’ elegantino. Mi capita che, andando in giro, incontri un cliente o un collega e mi chiedono un po’ come funziona questa cosa: sono tutti piuttosto incuriositi, non noto mai diffidenza.

In una relazione quanto è importante che il tuo partner condivida i tuoi interessi?
Personalmente ho avuto sempre relazioni in cui questo aspetto era presente. O il partner ti lascia lo spazio di viverle ma… è una cosa difficile da mettere da parte. Tra l’altro, nella mia relazione attuale c’è stata una evoluzione, soprattutto da parte del mio attuale compagno, molto importante. Lui era poco più che incuriosito e dotato di qualche minimo accessorio: ora siamo è terzo anno che stiamo insieme.

Tornando alla visibilità: qual è la situazione della comunità fetish italiana?
I giovanissimi sono più disinvolti: non hanno problemi anche nella loro vita quotidiana a vestirsi con qualcosa di fetish. Quelli meno giovani, che magari hanno un retaggio personale un pochino più rigido fanno più fatica. Io non me ne curo, anzi, se qualcuno è curioso ed è interessato a conoscere il mio mondo, io sono ben contento di spiegare, anche per rompere questo muro di diffidenza che effettivamente c’è.

E in termini quantitativi, invece?
Parlando in generale della comunità fetish, posso dire che l’ho vista crescere molto negli anni. Anche se gli ostacoli non mancano. Non facciamone un mistero, approcciarsi alla comunità leather è una cosa anche costosa.

Spiegati
Il kit di avviamento non è a buon mercato. Un bel paio di pantaloni o una bella giacca costano un po’ quindi qualcuno viene anche un po’ scoraggiato da questo.

Fammi un esempio pratico
Una giacca di Langlitz costa sui 2000 euro.

Ah, però!
Già. E non solo. Perché se sei in Germania o in Olanda, esci di casa, prendi un treno e ti fai la tua serata a tema. In Italia non è così: ci può essere un evento al mese nelle grandi città, ma non ci sono locali 100% fetish. Per gli eventi più grandi bisogna andare all’estero e questo comporta altri costi.

Se ho capito bene, questa non sarà la tua prima volta al Folsom Europe
Settembre per me vuol dire compleanno e Folsom. Anzi, diverse volte ho festeggiato il compleanno lì.

Come descriveresti il Folsom ad una persona che non c’è mai stata?
Il Folsom Europe è la celebrazione di tutti feticismi legati principalmente al mondo gay. Ma non solo, perché ci sono anche dei partecipanti non gay.

La parte più iconica è la Street Fair, in mezzo alla strada…
Sì, c’è un punto di accesso in cui ci sono le Sorelle della Perpetua Indulgenza [ente di beneficenza che raccoglie fondi per cause LGBT e la lotta all’AIDS, ndr.] che chiedono un’offerta e da lì si entra dove ci sono i banchetti, principalmente dedicati ad abbigliamento e accessori fetish. Quell’area del quartiere è a vocazione fetish quindi tutti i locali organizzano eventi e le persone si aggregano un po’ per conoscenza e un po’ per feticismo: è sicuramente un ottimo modo per approcciare.
Comunque non succede niente di particolare tanto che è normale trovare famiglie e le mamme con i bambini.

Sono sicuro che qualcuno definirebbe tutto ciò una forma di esibizionismo. Tu come la vedi?
Non mi sento di escludere una componente di esibizionismo. Io cerco comunque di vedere questo con un’accezione positiva. Se io metto una foto su Instagram e questo spinge un ragazzo a scrivermi e chiedermi consigli su come vivere questo aspetto della sua vita, questo mi rende molto soddisfatto. Un po’ di esibizionismo serve per poter smuovere le cose.

Che mi dici degli eventi del Folsom?
Ci sono eventi di giorno ed eventi di notte. Per quelli di notte non credo serva specificare particolarmente cosa uno può trovare. Ci sono feste aperte a tutti i fetish e poi ci sono i locali leather berlinesi dove puoi trovare qualcosa di può settoriale. Un leatherman più purista non va ad un mega evento e non si mescola con tutti gli altri generi. Nel programma trovi tutti i vari eventi. C’è, ad esempio, l’evento del sigaro che è per me un evento molto rilevante perché c’è tutto un fetish nel mondo leather ad esso dedicato.

Speravo che tu me ne parlassi
Vedi, all’interno del mondo fetish c’è l’aspetto master/slave [il rapporto padrone-schiavo, ndr.]. Tra le varie peculiarità del master c’è il cigar master, ovvero il master che fuma il sigaro davanti allo slave o agli slave che si sentono appagati nel vedere il proprio master che fuma davanti a loro, gli fuma addosso, che gli fuma in bocca o altro che si può immaginare.

Ma perché proprio i sigari e non, chessò, le sigarette?
Qui si entra nel più ampio ambito di esaltazione della della virilità che il discorso leather porta con sé. Se pensi ai leatherman per eccellenza, quelli disegnati da Tom of Finland, si vestivano in pelle per esaltare questo aspetto di mascolinità. Il sigaro accentua ancora di più questo elemento. Nell’immaginario collettivo, anche se può sembrare sessista, è molto difficile vedere una donna che usa il sigaro. Poi c’è anche una questione prettamente sessuale.

Insomma, è anche una questione di dimensioni
Anche, sì. Se guardi i miei profili social, non fumo mai i toscanelli. Di solito quelli che fumo hanno delle dimensioni di tutto rispetto.

È la mia prima volta al Folsom Europe. Cosa non devo perdermi?
Sicuramente il sabato pomeriggio alla Street Fair perché è il momento più importante per capire. Lì puoi vedere tutto, tra l’altro in una chiave non sessuale, in quanto essendo en plein air c’è un minimo di pudore. Per quanto riguarda le serate, è una questione di gusti. Ci sono due grosse correnti di pensiero: o le feste o i locali. Le feste sono eventi di massa dove c’è tantissima gente, interessata soprattutto all’aspetto sessuale: lì c’è una disinvoltura su certi temi. L’altro filone è quello dei locali dove incontri gente più interessata alla questione leather quindi mette al primo posto il fetish e al secondo il sesso. Insomma dipende se cerchi proprio il party o se cerchi la cosa un po’ più tranquilla.

Vedremo. Ci vediamo a Berlino.

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