Categorie: Storie

Aldino, una vita che merita di essere letta come antidoto alla solitudine

«I romanzi di formazione hanno un nome breve, me lo ha fatto pensare un’amica» ha dichiarato al Secolo XIX  in occasione dell’uscita del suo libro Aldino, l’autore Giorgio Ansaldo, «nel passato hanno fatto scuola ad esempio Ernesto di Umberto Saba e Valentino di Natalia Ginzburg, per citarne due tra tanti». Ed è questo quanto ci offre l’autore, attore di teatro e scrittore del romanzo uscito per la Robin Edizioni – Biblioteca del Vascello, per la collana Libera Mente, la realtà editoriale che pubblica titoli di argomento Lgbt.

Un ritratto narrativo su umanità e relazioni

Il romanzo, si legge nella scheda di presentazione del libro, racconta la vita dell’attore Aldo Bianchi, nato a metà del ‘900 nella periferia di Genova. «La sua storia viene narrata a tappe di dieci anni e, attraverso i ricordi, viene ricostruita la sua vita quasi per intero» attraverso «amori, successi, delusioni in cui si riverberano le varie situazioni sociali» di quell’epoca. Un affresco narrativo che indaga umanità e relazioni «sia nel campo dello spettacolo, sia nel campo politico, sia in quello che riguarda più da vicino l’evolversi dei costumi sessuali e dei rapporti tra le persone».

La biografia di Aldo Bianchi

L’autore, al centro, alla presentazione del libro

«Ho sempre avuto l’idea di raccontare il mio teatro» ha dichiarato personalmente a Gaypost.it l’autore. «Ho fatto tanto teatro e ho visto tanto teatro. Siamo in tempi in cui tutti raccontano la vita di qualcun altro, pensiamo a Boehmian rhapsody o all’ultimo film sulla vita di Van Gogh. Io invece ho voluto “inventarmi” il mio, di personaggio: Aldino. Seguendo la sua vita, dai primi anni sessanta fino a quando lascia questo mondo. E quindi ho voluto parlare di una vita, dei suoi momenti: da quelli più belli, a quelli meno facili».

Un antidoto alla solitudine

«Contrariamente ad altri attori» continua Ansaldo «che oltre ad essere coppia nella vita di teatro lo sono stati anche fuori dal palcoscenico, Aldo non riesce a vivere questa dimensione. Soprattutto perché da giovane ha avuto un grande amore e quando si vive un sentimento simile, si tenta sempre di ricercarlo negli altri. Per questa ragione, Aldo è fondamentalmente un uomo solo, che però ha tanti amici e ha tanti motivi di interesse, di rendersi il protagonista della sua vita». Una storia, insomma, che fornisce un antidoto alle convenzioni sociali e al senso dell’angoscia dell’uomo, quando si confronta col suo essere solo. Una vita che merita di essere letta. Aldino, in una parola soltanto.

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